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  • Pensieri mariani

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Per il mese di settembre

«Maria è la madre più tenera del genere umano, è il rifugio dei peccatori» (Sant’Alfonso Maria de’ Liguori).

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori nacque il 27 settembre 1696. Considerato un grande maestro spirituale, si distinse per la sua devozione a Maria, la Madre di Gesù. Uno dei suoi libri più noti è “Le Glorie di Maria”. Predicò e insistette molto sulla misericordia e sul perdono di Dio. Fu fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore. Canonizzato nel 1839, fu proclamato “Dottore della Chiesa” nel 1871.

Sant’Antonio di Padua

antonio

“A te, o Beata Vergine, sia lode e gloria, perché oggi siamo stati colmati con la bontà della tua casa, ossia del tuo grembo”.

Sant’Antonio nacque in Portogallo. È detto “da Padova” per il nome della città italiana  in cui morì e dove sono ancora venerate le sue reliquie. La sua immagine e devozione si possono trovare ovunque e per questo papa Leone XIII lo definì “il santo di tutto il mondo”. Un biografo scriveva di lui: “era potente nelle opere e nelle parole. Il suo corpo abitava in questa terra, ma la sua anima viveva in Cielo”.

Nacque nel 1195. Il suo nome di battesimo era Fernando, ma quando entrò nell’ordine dei Frati Minori, lo cambiò per Antonio, per la sua devozione al grande patriarca dei monaci e patroni, a cui era dedicata la cappella in cui ricevette l’abito francescano.
Sin da giovane, non gli mancarono le prove. Fu attaccato duramente da tentazioni contro la purezza, ma non si lasciò vincere e dominò le sue passioni con l’aiuto di Dio. Si rafforzava visitando il Santissimo Sacramento e rinnovava la consacrazione che aveva fatto da bambino alla Santissima Vergine, alla che le raccomandò sempre la sua purezza.
Nel 1220, mentre studiava a Coimbra con i canonici regolari di Sant’Agostino, il re Don Pedro di Portogallo, portò delle reliquie di alcuni santi frati francescani che, poco tempo prima, avevano dato la vita in un glorioso martirio in Marocco. Vedendo le reliquie, nacque nel suo cuore il desiderio di dare la propria vita per Cristo. Poco dopo arrivarono nel luogo in cui viveva, dei frati francescani ed egli aprì finalmente il suo cuore. Venne ammesso nell’ordine all’inizio dell’anno 1221 e venne quasi subito autorizzato ad imbarcarsi per il Marocco. La sua fine? Predicare il Vangelo agli arabi. Durante il viaggio si ammalò gravemente e fu necessario riportarlo in Europa. La nave in cui si imbarcò dovette cambiare rotta a causa dei forti venti e attraccò a Messina, capoluogo della Sicilia. Da lì viaggiò ad Assisi. Sant’Antonio, ricco di straordinari doni intellettuali e spirituali, si dedicava alla preghiera e al servizio degli altri frati. Scoperto il suo grande dono per la predicazione, vi si dedicò con tutto se stesso e per questo divenne famoso. La gente veniva da tutte le parti per ascoltarlo e toccarlo. 
Arrivò poi a Padova. Le notizie dei suoi miracoli si diffusero rapidamente e si diceva di lui che irradiasse la santità. Egli diceva: “il grande pericolo del cristiano è predicare senza praticare, credere, ma non vivere in accordo con ciò che si crede”. La sua predicazione fu una predicazione realmente vissuta.  Si donava, nonostante le sue cattive condizioni di salute, al servizio dei suoi fratelli e aveva un’attenzione instancabile per le anime. 
Nella primavera 1231, dopo aver predicato diverse omelie, la sua salute si aggravò e si ritirò per riposare. Cosciente della prossimità della morte, chiese di essere portato a Padova. Non arrivò alla città; 13 giugno 1231 ricevette gli ultimi sacramenti nella stanza del cappellano delle Clarisse Povere di Arcella. Intonò un canto alla Santissima Vergine e disse sorridendo: “vedo venire Nostro Signore” e morì.

Fu canonizzato prima che fosse trascorso un anno dalla sua morte e, sette secoli più tardi, papa Pio XII lo dichiarò Dottore della Chiesa.

San Giovanni Eudes

juan eudes

"Il cielo è chiamato per eccellenza l’opera delle mani di Dio; ma il Cuore della divina Maria è un’opera maestra senza uguali della Sua onnipotenza, della Sua incomprensibile saggezza e della Sua infinita bontà."

San Giovanni Eudes nacque nel 1601 a Ri, vicino ad Argentan (Francia). I suoi genitori, Isaac Eudes e Marta Corbin, andarono in pellegrinaggio a un santuario della Madonna chiedendo la grazia di avere un figlio, visto che dopo due anni di matrimonio non ne avevano ancora. 9 mesi dopo nacque Giovanni, e dopo di lui altri 4 figli. Fin da piccolo Giovanni mostrava una grande inclinazione verso le cose di Dio. All’età di 14 anni entrò nella scuola dei Gesuiti a Caen. Anche se ai suoi genitori sarebbe piaciuto che si sposasse e continuasse a lavorare nella tenuta di famiglia, egli fece voto di verginità, e nel 1621 ricevette gli ordini minori. Iniziò lo studio della teologia a Caen, ma poco dopo fu accolto nella Congregazione dell’oratorio dal fondatore stesso, P. Pietro de Bérulle, il quale vedendo che il giovane aveva una condotta esemplare gli diede il permesso di predicare. Fu ordinato sacerdote il 20 dicembre 1625. Fu un missionario instancabile, si prese cura degli ammalati, mettendo in pericolo la sua stessa vita, e si donò alla conversione delle anime per il Signore. In preghiera vide che Dio gli chiedeva qualcosa in più. Lasciò la Congregazione e formò un’associazione di sacerdoti diocesani con lo scopo di creare seminari per formare sacerdoti zelanti. L’associazione prese il nome di “Congregazione di Gesù e Maria”. La fondazione seguì un’ampia traiettoria di missioni e la fondazione di varie comunità. Egli scrisse libri, preghiere e lettere colme di dottrina spirituale. Fece amare Cristo e la Vergine Maria propagando l’amore verso i Loro Cuori.
Alla fine di una vita feconda in spiritualità, donazione e frutti spirituali nelle anime, morì il 19 agosto 1680. Fu canonizzato da Papa Pio XI il 31 maggio 1925.

Dal Vangelo di Giovanni

cana

“Fate ciò che vi dirà” (Giovanni 2,5).

La Sacra Scrittura riporta poche parole della Madonna. Tra queste, troviamo l’indicazione di Maria, nell’episodio della Nozze di Cana.

“Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù.  Fu invitato alle nozze anche Gesù con i Suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù Gli disse: «Non hanno più vino». E Gesù rispose: «Che ho da fare con Te, o donna? Non è ancora giunta la Mia ora». La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà».
 Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le giare»; e le riempirono fino all'orlo. Disse loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono. E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po' brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono».  Così Gesù diede inizio ai Suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la Sua gloria e i Suoi discepoli credettero in Lui. Dopo questo fatto scese a Cafarnao, insieme a Sua Madre, ai Suoi fratelli e ai Suoi discepoli. Là rimasero pochi giorni.”

Maria non è lontana dalle nostre necessità: come un Madre buona, si rende conto di ciò di cui abbiamo bisogno e intercede per noi. Ci indica però una cosa importante: sì, dobbiamo chiedere, ma dobbiamo anche fare. Fare cosa? Quello che Gesù ci dirà. Come sempre Maria fa sì che il nostro sguardo si rivolga al Signore.

Sant’Ignazio di Loyola

san ignacio

"Per molto che ami Maria Santissima, Ella ti amerà sempre molto di più di quanto non La ami tu".

Sant’Ignazio di Loyola, il cui motto era “Ad Maiorem Dei Gloriam” (“Per la maggior gloria di Dio”), nacque a Loyola nel 1491. Di famiglia nobile, intraprese la carriera militare, che si concluse all’improvviso il 20 maggio 1521. Stava combattendo per difendere il castello di Pamplona quando una palla di cannone gli ruppe una gamba. Durante la sua convalescenza, Iñigo, il suo nome originario, chiese qualche libro da leggere. Gli sarebbe piaciuto leggere qualche libro di cavalleria, ma gli unici che furono trovati nel castello di Loyola furono una storia di Cristo e un volume di vite di santi. Malgrado all’inizio vi mostrasse poco interesse, la lettura iniziò a piacergli e finì per trascorrere giorni interi leggendo. Diceva tra sé: “Se questi uomini erano fatti dello stesso fango come me, allora anch’io posso fare ciò che fecero loro”. Fu l’inizio della sua conversione. Dovette lottare ancora molto tra l’attrazione per Dio e una vita dedicata solo a Lui, e la gloria e il successo che il mondo gli offriva, ma alla fine Iñigo si decise a imitare i santi. Si recò in Terra Santa, fu incarcerato dall’Inquisizione, studiò a Parigi,... tutto questo sotto lo sguardo del Signore che aveva preparato per lui un gruppo di compagni con i quali formerà “La Compagnia di Gesù”. Tutta l’attività del Santo era orientata al fine che tutto fosse “per la maggior gloria di Dio”. Dalla sua conversione in poi Sant’Ignazio mise tutta la sua felicità nel lavorare per Dio e soffrire per la Sua causa.
Morì il 31 luglio 1556. Fu canonizzato nel 1622.

Santa Teresa delle Ande

teresa andes

"Il peccatore come me trova in Te la Madre protettrice: sotto i Tuoi piedi immacolati tieni schiacciata la testa del dragone, mentre nei Tuoi occhi scopro la misericordia, il perdono e il faro luminoso per non cadere nelle pantano del peccato".

Nacque a Santiago del Cile il 13 luglio 1900 in una famiglia cristiana. Fin dai 6 anni assisteva con sua madre alla Messa quotidiana e aveva un grande desiderio di ricevere la Comunione. Fece la Sua Prima Comunione l’11 settembre 1910. Riceveva la Comunione ogni giorno, e trascorreva lungo tempo con Gesù. L’amore che aveva per la Madre di Dio vivificò e sostenne tutti i momenti del Suo cammino alla sequela di Cristo. All’età di 14 anni sapeva già che il Signore la voleva tutta per Sé e come carmelitana. Si preparò a questo con la lettura di santi carmelitani. Entrò nel Carmelo nel 1919, e ricevette il nome di Teresa di Gesù. Non era neanche da un anno nel Carmelo quando il Signore la chiamò all’incontro con Lui. Il suo desiderio era stato sempre quello di assomigliare e di configurarsi a Cristo. Soffrire e pregare era il suo ideale carmelitano. Morì il 12 aprile 1920, e fu canonizzata da Papa Giovanni Paolo II a Roma il 21 marzo 1993.

Nostra Signora di Fatima ai Pastorelli di Fatima

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"Sacrificatevi per i peccatori e dite spesso, specialmente quando fate un sacrificio: “O Gesù è per amor vostro, per la conversione dei peccatori, e in riparazione per i peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria."

Nel 1917 la Vergine Maria apparve a tre pastorelli a Cova da Iría, Fatima: si chiamavano Lucia (10 anni), Francesco (9 anni) e Giacinta (7 anni). Le apparizioni della Madonna furono precedute da 3 apparizioni dell’Angelo della Pace nel corso del 1916, il quale insegnò loro varie preghiere eucaristiche e li incoraggiò a pregare e a offrire sacrifici per i peccatori. Chiedeva anche che si costruisse una cappella in suo onore. Malgrado la loro tenera età, i bambini offrivano contenti dei sacrifici per la conversione dei peccatori e in riparazione delle offese commesse contro l’Immacolato Cuore di Maria.

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