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  • Pensieri mariani

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Per il mese di settembre

«Maria è la madre più tenera del genere umano, è il rifugio dei peccatori» (Sant’Alfonso Maria de’ Liguori).

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori nacque il 27 settembre 1696. Considerato un grande maestro spirituale, si distinse per la sua devozione a Maria, la Madre di Gesù. Uno dei suoi libri più noti è “Le Glorie di Maria”. Predicò e insistette molto sulla misericordia e sul perdono di Dio. Fu fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore. Canonizzato nel 1839, fu proclamato “Dottore della Chiesa” nel 1871.

San Rafael Arnáiz

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"Non ti preoccupare delle burrasche né delle tempeste, non hai forse Maria? È così buona la Vergine Maria...! Non c’è pena che Ella non addolcisca, né c’è gioia che Ella non santifichi."

San Rafael Arnáiz Barón nacque il 9 aprile 1911 a Burgos (Spagna). Studiò nella scuola dei Padri Gesuiti, dove ricevette la Prima Comunione nel 1919. Fin da piccolo mostrò una grande sensibilità per le cose di Dio. Nel 1922, dopo essersi ripreso dalla prima manifestazione di una malattia che avrebbe segnato tutta la sua vita, suo padre, che attribuì la guarigione a un intervento speciale della Santissima Vergine, lo portò in ringraziamento a Saragozza, dove lo consacrò alla Vergine del Pilar. Man mano che trascorrevano gli anni, cresceva in molte qualità, come l’amicizia, e anche cresceva nella sua vita cristiana. Dio mise nel suo cuore il desiderio di consacrarsi nella vita monastica. Dopo aver preso contatto con la Trappa di monaci cistercensi di San Isidro de Dueñas, vi si sentì fortemente attratto, perché vedeva che corrispondeva ai suoi intimi desideri. Entrò lì il 15 gennaio 1934. Dovette lasciare tre volte il monastero a causa della malattia con cui Dio volle metterlo alla prova misteriosamente: il diabete mellito. Ogni volta tornava con maggiore anelito di generosità e di fedeltà, che fu pieno quando, il 26 aprile 1938, all’età di soli 27 anni, consegnò la sua anima a Dio. Fu dichiarato Beato da Papa Giovanni Paolo II nel 1992 e canonizzato l’11 ottobre 2009.

Venerabile Maria Teresa González Quevedo

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"Madre mia, che chi mi guardi veda Te."

Maria Teresa González Quevedo nacque a Madrid il 12 aprile 1930. Era una persona allegra, inquieta ed entusiasta, le piaceva molto lo sport e aveva un grande amore per la vita. All’età di 10 anni decise di essere santa e da lì iniziò a maturare nella vita spirituale. Entrò nella “Congregazione Mariana”. Nel ricevere una medaglia della Vergine Maria, scelse di far incidere sul retro la frase: “Madre mia, chi guarda me, veda Te”.
Fu durante un mese di maggio che spontaneamente uscì dal suo cuore la supplica: “Madre mia, dammi la vocazione religiosa!”. Dio le manifestò che la desiderava tutta per Lui. Una sua amica sperimentò la stessa cosa, ma decise di posticipare la sua donazione dopo la sua giovinezza, ma Teresa, generosa e decisa, la corresse dicendo: “Quanto sei gretta ed egoista!... E credi che Gesù ti accetti ormai piena di acciacchi, dopo che hai offerto la parte migliore della tua vita al mondo?! Gesù ha gusti migliori, e vuole in dono la giovinezza, con le sue gioie e i suoi sogni!”.
Nel febbraio del 1948 entrò nelle Carmelitane della Carità. Molte sue amiche, a partire dalla sua donazione, scoprirono che donarsi a Dio non significa tristezza o fallimento ma gioia. Poco più di un anno dopo, nel maggio del 1949, ebbe una febbre allarmante che indicò che qualcosa non andava bene, ebbe una pleurite acuta. Nel suo diario annotò: “Alla Comunione avevo così tanto desiderio di darmi tutta a Gesù per dimostrarGli quanto volevo amarLo, che mi offrii come vittima perché facesse di me ciò che voleva”. A gennaio del 1950 ebbe un forte dolore alla testa. Suo padre, che era medico, diagnosticò meningite tubercolare. Il Giovedì Santo di quello stesso anno ebbe un brusco peggioramento, ed esclamò: “Gesù, Ti amo per quelli che non Ti amano!”. Prima di morire emise un forte grido: “Madre mia, vieni a ricevermi... e portami con Te in Cielo!”. Pochi minuti dopo lasciò questa terra. Era l’8 aprile 1950. Fu proclamata venerabile da Giovanni Paolo II il 9 giugno 1983.

San Giovanni XXIII

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"O Maria Immacolata, stella del mattino che dissipi le tenebre della notte oscura, a Te noi ricorriamo con grande fiducia!."

Angelo Giuseppe Roncalli, più avanti Papa Giovanni XXIII, nacque il 25 novembre 1881 a Sotto il Monte, Bergamo, Italia.
Ricevette la Cresima e la Prima Comunione nel 1889, 3 anni dopo entrò nel Seminario di Bergamo. Nel 1901 passò al Pontificio Seminario Romano grazie a una borsa di studio della diocesi di Bergamo. Fu ordinato sacerdote il 10 agosto 1904 nella Chiesa di Santa Maria in Montesanto, in Piazza del Popolo a Roma. Nel 1905 il Vescovo di Bergamo lo nominò suo segretario. Svolse questo incarico fino al 1914. Nel 1915 scoppiò la guerra, durante la quale fu cappellano castrense negli ospedali militari di retroguardia e coordinatore dell’assistenza spirituale e morale dei soldati. Nel 1919 fu nominato direttore spirituale del Seminario.
Nel 1921 fu chiamato a Roma da Benedetto XV che lo nominò Presidente per l’Italia del Consiglio Centrale della Pontificia Opera per la Propagazione della Fede. Da lì in avanti gli furono affidati molti incarichi, come la nomina di Visitatore Apostolico in Bulgaria. Fu ordinato vescovo nel 1925, e come tale servì non solo in Italia ma anche in altre parti del mondo. Nel 1953 fu nominato Cardinale, e pochi giorni dopo, il 25 gennaio, Patriarca di Venezia. Dopo la morte di Pio XII, fu eletto Papa il 28 ottobre 1958. Il suo papato durò 5 anni, durante i quali si mostrò come un vero pastore, umile e attento, deciso e coraggioso. Sotto il suo pontificato si diede inizio al Concilio Vaticano II, che fu concluso dal Beato Paolo VI. Morì il 3 giugno 1963.
Fu dichiarato Beato da Papa Giovanni Paolo II il 3 settembre 2000 e canonizzato il 27 aprile 2014 da Papa Francesco.

San Francesco d’Assisi

san francisco

"Ave, santa genitrice di Dio, Maria, Tu in cui fu ed è ogni pienezza di grazia e ogni bene."

San Francesco nacque ad Assisi (Italia) nel 1182. Durante la sua giovinezza condusse una vita mondana e, attratto dalla cavalleria, divenne soldato. Dopo una battaglia tra Assisi e Perugia, fu incarcerato per un anno, durante il quale soffrì per una grave malattia che lo indusse a decidere di cambiare il suo modo di vita. Si incontrò con il Signore e, lasciando tutto, decise di seguirLo in povertà di vita. Esercitò la carità tra i lebbrosi e iniziò a lavorare per la restaurazione di una chiesa in rovina. Iniziò questo lavoro dopo aver avuto una visione nella quale il crocifisso di quella chiesa in rovina gli chiese di riparare la Sua casa. Suo padre lo diseredò, e Francesco preferì rinunciare ai suoi vestiti e alla sua vita nel lusso piuttosto che smettere di seguire Cristo. Nel 1208 sentì la chiamata ad uscire dal mondo: non avrebbe posseduto nulla ma avrebbe fatto il bene ovunque. Al suo ritorno ad Assisi iniziò a predicare, riunì 12 discepoli che sarebbero diventati i primi frati dell’Ordine. Condusse una vita colma di amore verso il Signore e in povertà, si recò in Terra Santa, desiderò essere martire, iniziò la tradizione dei Presepi natalizi, ebbe le stigmate, cioè i segni della crocifissione di Cristo, scrisse il “Cantico delle creature”. Era inoltre un grande devoto della Vergine Maria, alla quale chiedeva con fervorose preghiere che fosse una “Avvocata” per lui. San Francesco morì il 3 ottobre 1226. Fu canonizzato il 16 luglio 1228.

Santa Faustina Kowalka

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"O Madre, o Vergine, nessuno riesce a comprendere che l'immenso Iddio diventa uomo, solo per amore e per la Sua insondabile Misericordia. Per merito Tuo, o Madre, vivremo con Lui in eterno."

Santa Faustina Kowalska, il cui nome di battesimo era Elena, nacque nel villaggio di Glogoviec (Polonia), il 25 agosto 1905. Fin da piccola ebbe una grande sensibilità per le cose di Dio, pregava e parlava con Dio. All’età di 7 anni sentì per la prima volta la chiamata alla vocazione religiosa, che si ripeté all’età di 15 anni, ma i suoi genitori le negarono il permesso di entrare in convento. Insistette di nuovo all’età di 18 anni, ma siccome essi non cedevano, si diede alle vanità della vita e cercò di spegnere quella voce che la chiamava, riversandosi sulle creature. Tuttavia, alla fine, vinse la grazia divina. Un giorno si trovava ad un ballo e, iniziando a ballare, all’improvviso, vide Gesù vicino a lei. Era martirizzato, coperto di ferite, e le disse: “Fino a quando mi ingannerai?”. Abbandonò il ballo e andò nella Cattedrale di San Stanislao di Kostka, si prostrò in croce davanti al Santissimo Sacramento e chiese al Signore che si degnasse farle conoscere che cosa doveva fare. Il Signore le disse di andare immediatamente a Varsavia e di entrare lì in un convento. E così avvenne. Rispose con prontezza, caratteristica che marcò il resto della sua vita. Il Signore la chiamò ad essere apostolo della Sua misericordia, concedendole rivelazioni private nelle quali le parlava del Suo cuore colmo di amore e misericordia, e le chiedeva di scrivere e di parlare al mondo intero della Sua infinta misericordia per propagare la devozione alla Sua Divina misericordia. Così fece. Le rivelazioni sono raccolte nel “Diario di Santa Faustina”. Durante tutta la sua vita, ricorse alla Madre di Dio alla ricerca della forza per rispondere ed essere fedele al Signore. In varie occasioni racconta che la Madre di Dio le apparve, incoraggiandola nella missione che Gesù le aveva affidato.
Santa Faustina morì il 5 ottobre 1938. Fu beatificata da Papa Giovanni Paolo II il 18 aprile 1993, e fu canonizzata il 30 aprile 2002 dallo stesso pontefice.

San Manuel González

san manuel

"Madre Immacolata, insegna alla mia anima e alla mia bocca a dire con generosità, forza e pace, in tutto e sempre, la Tua risposta all’angelo: Si compia in secondo la tua parola."

San Manuel González nacque a Siviglia il 25 febbraio 1877. Comunemente noto come “il vescovo del Tabernacolo abbandonato”, aveva un grandissimo amore per Gesù Eucaristia, amore che cercava di inculcare nei suoi fedeli e in chi gli era vicino. Già prima di compiere 10 anni era uno dei sei piccoli cantori del coro della Cattedrale, e cantava davanti al Santissimo Sacramento nelle feste del Corpus Domini e dell’Immacolata. All’età di 12 anni entrò nel seminario minore e ottenne il massimo dei voti in tutte le materie. Dopo 15 anni di studio ricevette il Dottorato in Teologia e la laurea in Diritto Canonico. Fu ordinato sacerdote nel 1901 dal Cardinal Spínola. Appena ordinato fece la sua prima missione popolare, ed ebbe un’esperienza che lo convinse della sua missione di difendere l’Eucaristia dall’abbandono, essendo rimasto colpito dal desolante abbandono del tabernacolo in un paesino andaluso. Dopo quattro anni di sacerdozio fu nominato arciprete di Huelva. Nel 1916 fu consacrato vescovo di Malaga dove fu vescovo per quasi 20 anni. La notte dell’11 maggio 1931, quando una massa di gente incendiò il Palazzo Episcopale, il vescovo assieme ai suoi riuscì a scappare miracolosamente dalle fiamme. Ormai non tornerà più a Malaga. Come esiliato si trasferì a Madrid, ma, malgrado tutto, il suo zelo per il tabernacolo non cessò. Nel 1935 fu nominato vescovo di Palencia, dove rimase fino al 1940: a seguito di una malattia, morì a Madrid il 4 gennaio 1940. Fu sepolto nella Cattedrale di Palencia nella Cappella del Santissimo, come egli stesso aveva chiesto: “Chiedo di essere sepolto vicino ad un tabernacolo, affinché le mie ossa, dopo la mia morte, come la mia lingua e la mia penna durante la vita, possano sempre dire a coloro che passano: “Qui sta Gesù! Sta qui! Non lasciatelo abbandonato!”. Fu beatificato il 29 aprile 2001 e canonizzato da Papa Francesco il 16 ottobre 2016.

 
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