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  • Pensieri mariani

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Per il mese di settembre

«Maria è la madre più tenera del genere umano, è il rifugio dei peccatori» (Sant’Alfonso Maria de’ Liguori).

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori nacque il 27 settembre 1696. Considerato un grande maestro spirituale, si distinse per la sua devozione a Maria, la Madre di Gesù. Uno dei suoi libri più noti è “Le Glorie di Maria”. Predicò e insistette molto sulla misericordia e sul perdono di Dio. Fu fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore. Canonizzato nel 1839, fu proclamato “Dottore della Chiesa” nel 1871.

B. Paolo VI

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"“La missione materna della Vergine spinge il Popolo di Dio a rivolgersi con filiale fiducia a colei che è sempre pronta ad esaudirlo con affetto di Madre e con efficace soccorso di ausiliatrice. Esso, pertanto, è solito invocarla come Consolatrice degli afflitti, Salute degli infermi, Rifugio dei peccatori, per aver nella tribolazione conforto, nella malattia sollievo, nella colpa forza liberatrice."

Il Beato Paolo VI nacque a Concesio (BS), Italia, il 26 settembre 1897. Sentì la chiamata al sacerdozio ed entrò nel seminario di Brescia all’età di 19 anni. Fu ordinato sacerdote il 29 maggio1920. A Roma completò i suoi studi all’Accademia Pontificia di Studi Diplomatici, dopo i quali entrò a far parte del servizio papale come membro della Segreteria di Stato. Ebbe vari incarichi ecclesiastici importanti, sia in Nunziature sia all’interno della Segreteria di Stato, fino a quando fu nominato Arcivescovo di Milano nel 1954. Papa Giovanni XXIII lo nominò Cardinale nel 1958, e nel 1963 fu il successore di Giovanni XXIII stesso come Papa. Continuò il lavoro del Concilio Vaticano II. Scrisse varie Encicliche, Esortazioni apostoliche e lettere, tra le quali l’Esortazione apostolica “Marialis Cultus”, che firmò il 2 febbraio 1974, sulla retta prassi e lo sviluppo del culto alla Santissima Vergine Maria. Morì il 6 agosto 1978 nella Festa della Trasfigurazione.

 

S. Giovanni della Croce

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"E la Madre di Dio è mia, perché Cristo è mio."

San Giovanni della Croce nacque il 24 giugno 1542 a Fontiveros, Avila (Spagna). Nel 1563 entrò nell’Ordine dei Carmelitani e nel 1567 fu ordinato sacerdote. In quello stesso anno, nel 1567, si incontrò con Santa Teresa, che gli parlò del progetto della Riforma dell’Ordine e lo integrò nel movimento riformatore.
Nel 1568 egli fondò il primo convento di Carmelitani Scalzi. Vivevano una vita di contemplazione e di austerità. A causa dei suoi tentativi di riforma monastica fu incarcerato a Toledo nel 1577. Durante questo tempo compose i versi del “Cantico Spirituale”. Ce la fece a scappare dalla carcere e a trovare rifugio in un monastero. Continuò l’opera della riforma fondando conventi, tra i quali quello di Granada nel 1584, anno in cui terminò anche i suoi scritti del “Cantico Spirituale” e la “Salita del Monte Carmelo” e compose la “Notte Oscura dell’anima” e la “Fiamma viva d’amor”.
Nel 1591 fu arrestato e rinchiuso nel convento di Peñuela dai superiori che volevano che egli abbandonasse la riforma. Morì a Úbeda il 14 dicembre 1591. Le sue ultime parole furono: “Nelle Tue mani, Signore, affido il mio spirito”.
Fu canonizzato nel 1726 da Papa Benedetto XII, e fu dichiarato Dottore Mistico della Chiesa nel 1926 da Pio XI.

 

Sant’Angela della Croce

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"Madre mia, Signora mia, Regina mia, Maestra di mitezza e di umiltà, insegnami a non desiderare altro che imparare da Voi, purissima, pulitissima, splendidissima, bianchissima, bellissima, santa Maria, mia speranza, mia consolazione, mia felicità, mia gioia."

Angela nacque a Siviglia il 30 gennaio 1846. La sua famiglia era numerosa e povera, lavoratrice e pia. In seno alla famiglia imparò a pregare il rosario e le preghiere del mese di maggio, e andava al rosario dell’aurora con suo padre. Fin da giovane lavorò in un calzaturificio mentre si donava al servizio dei più poveri ed emarginati. Sentì la chiamata alla vita religiosa, ma non trovava dove. Nel 1875 durante l’orazione vide il monte Calvario con una croce di fronte a quella di Cristo crocifisso, comprese che quest’altra croce era dove doveva essere crocifissa lei. Guidata dal suo confessore, P. Torres, scoprì che il Signore la chiamava a fondare una congregazione, le Sorelle della Compagnia della Croce, i cui statuti furono approvati nel 1879. In questa congregazione le Sorelle della Croce sarebbero vissute in grande austerità, si sarebbero prese cura degli ammalati e dei bisognosi. Non ebbe studi e tuttavia lasciò scritti di grande profondità spirituale. Nella sua beatificazione Giovanni Paolo II disse che: “L’esistenza austera, crocifissa, delle Sorelle della Croce nasce anche dalla loro missione al mistero redentore di Gesù Cristo... Il suo esempio è una prova permanente di quella carità che non ha fine”. Morì a Siviglia il 2 marzo 1932. Fu beatificata il 5 novembre 1982 da Papa Giovanni Paolo II che poi la canonizzò nel 2003.

 

San Filippo Neri

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"Solo pensare a Maria riempie di consolazione la mia anima. Ella è la mia delizia."

San Filippo Neri nacque a Firenze, Italia, nel 1515. Da piccolo si distingueva per la sua gioia e la sua bontà, tanto che la gente lo chiamava “Filippo il buono”. Dopo la morte di sua madre, suo padre lo mandò a casa di uno zio molto ricco. Filippo rifiutò i progetti dello zio di renderlo erede di tutti i suoi beni, perché vedeva che le ricchezze potevano impedirgli di dedicarsi a Dio. Si allontanò dallo zio e dalle ricchezze e si recò a Roma portandosi dietro solo ciò che aveva addosso. Da allora confidò solo in Dio. Viveva in modo semplice e povero. Trascorse i primi due anni a Roma leggendo, pregando e facendo penitenza. Per altri tre studiò filosofia e teologia. Dio gli ispirò il desiderio di insegnare alla gente povera il catechismo. Per il suo carattere allegro e la sua amabilità guadagnava la fiducia di gente di ogni genere, potendo così parlare loro di Dio e portandoli sulla strada della verità e della salvezza. Era solito domandare “Amico, quando inizieremo a diventare migliori?”

All’età di 34 anni era ancora un semplice laico, ma il suo confessore lo incoraggiò a diventare sacerdote vedendo il gran bene che poteva fare. Anche se si sentiva completamente indegno, fu ordinato sacerdote nel 1551. Il Signore gli diede il dono di saper confessare molto bene. Tra le molte cose che fece riunì un gruppo di sacerdoti e formò un’associazione chiamata “Oratorio”. Aveva un grande amore anche verso la Vergine Santissima.
Il 25 maggio 1595 il medico fu testimone della grande gioia che risplendeva sul volto del Santo quando gli disse queste parole “Quale gioia, quando mi dissero: andremo alla casa del Signore”. Quella stessa notte morì. Fu dichiarato santo nel 1622.

 

Nostra Signora a Santa Bernadette Soubirous

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"Non ti prometto di renderti felice in questo mondo ma nell'altro."

Bernadette nacque a Lourdes (Francia) nel 1844. Il suo nome di Battesimo, e poi come religiosa, fu Maria Bernarda, ma tutti la chiamavano Bernadette. Anche se all’età di 14 anni non sapeva ancora leggere né scrivere né riusciva ad imparare il Catechismo, aveva altre grandi qualità come erano il pregare molto la Vergine Maria e non dire mai bugie. Tra l’11 febbraio e il 16 luglio ebbe delle apparizioni della Santissima Vergine, che le confidò che voleva fosse costruita una cappella nel luogo delle apparizioni e si facessero delle processioni, e le parlò della necessità della penitenza. Nel luogo dell’apparizione sgorgò una fonte le cui acque sono fonte di grazia e di miracoli non solo fisici ma anche spirituali, fino al giorno d’oggi. Un giorno la Madonna le disse: “Non ti prometto di renderti felice in questo mondo ma nell'altro”. E così fu. La vita di Santa Bernadette fu una vita di malattia, di pene e di umiliazioni, ma tutto questo la fece crescere in santità. La gente le portava denaro e altre cose, ma ella non volle mai ricevere nulla. Più tardi nella sua vita, dopo le apparizioni, Bernadette chiese di essere ammessa nella Comunità delle Figlie della Carità a Nevers, Francia. Nella comunità esercitò i compiti di infermiera e di sacrestana. Soffrì molto perché aveva una cattiva salute. Diceva: “ciò che chiedo a Nostro Signore non è che mi conceda la salute, ma che mi conceda coraggio e fortezza per sopportare con pazienza la mia malattia. Per compiere ciò che ha raccomandato la Santissima Vergine, offro le mie sofferenze come penitenza per la conversione dei peccatori”. Fu suora solo per 15 anni prima di morire, 9 dei quali trascorsi soffrendo giorno e notte di asma e di tubercolosi. In una occasione disse: “Quando si è vista una volta la Santissima Vergine si sarebbe disposti a qualunque sacrificio pur di rivederLa. È così bella!”. Durante il tempo che trascorse come religiosa non le era permesso di parlare delle apparizioni, ma il 16 aprile 1879, giorno della sua morte, esclamò: “Io vidi la Verigne. Sì, La vidi, La vidi, quanto è bella!”. Fu dichiarata santa da Papa Pio XI l’8 dicembre 1933.

 

B. Giovanni Duns Scoto

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"Concedimi di lodarTi , o Vergine santissima. Dammi forza contro i Tuoi nemici."

Giovanni Duns Scoto nacque in Scozia attorno al 1265, ed entrò nell’Ordine dei Frati Minori verso il 1280. Fu ordinato sacerdote il 17 aprile 1291. Dopo Gesù, la Vergine Santissima occupò il posto più alto nella sua vita. Lo studio dei privilegi di Maria occupò nella sua vita un posto molto importante. In una disputa pubblica, in cui si discuteva sull’Immacolata Concezione di Maria, fu Giovanni Duns Scoto colui che prese la parola e confutò ad uno a uno tutti gli argomenti contrari. Dimostrò con la Sacra Scrittura e con gli scritti dei Santi Padri che quel privilegio era conforme alla fede, e che per questo si doveva attribuire alla grande Madre di Dio. “Potuit, decuit, ergo fecit” (Poté, convenne, perciò lo fece). Morì l’8 novembre 1308.

 
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