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  • Pensieri mariani

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Per il mese di settembre

«Maria è la madre più tenera del genere umano, è il rifugio dei peccatori» (Sant’Alfonso Maria de’ Liguori).

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori nacque il 27 settembre 1696. Considerato un grande maestro spirituale, si distinse per la sua devozione a Maria, la Madre di Gesù. Uno dei suoi libri più noti è “Le Glorie di Maria”. Predicò e insistette molto sulla misericordia e sul perdono di Dio. Fu fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore. Canonizzato nel 1839, fu proclamato “Dottore della Chiesa” nel 1871.

Beato Charles de Foucauld

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"Mia buona Madre, Madre del Perpetuo Soccorso a cui mi sono affidato e consacrato alcuni anni fa, che così bene mi hai soccorso e così fedelmente mi hai custodito e guidato, Mia buona Madre, stringimi a Te. Io mi metto nelle Tue mani come un piccolo. Mi abbandono a Te come un bambino ai primi passi. Custodiscimi, custodisci il mio cuore! Fa che in questa notte, in questo giorno e sempre io e tutti coloro che Gesù vuole insieme a sé, possiamo condividere il Tuo amore senza fine, il Tuo sguardo, la Tua Adorazione di Nostro Signore."

Charles de Foucauld nacque il 15 settembre a Strasburgo (Francia). A sei anni rimase orfano e suo nonno si prese cura di lui e di sua sorella. Tra gli anni 1872-1875 studiò con i gesuiti a Nancy e Parigi. Nel 1876 entrò all’accademia militare. Fu inviato come ufficiale a Setif, Algeria, nel 1880, ma appena un anno più tardi fu congedato per cattiva condotta. Riuscì a imparare l’arabo e l’ebraico e nel 1883 intraprese una spedizione nel deserto del Marocco; successivamente esplorò l’Algeria e la Tunisia, rientrando a Parigi il 1886 per lavorare ad un libro sul Marocco.
In quello stesso anno ebbe una profonda conversione. riflettendo sull’Islam e sui suoi seguaci pensò che prendevano molto seriamente la loro religione, mentre egli aveva lasciato la sua fede per vivere sperperando il denaro e vivendo una vita dissoluta. Fu allora che iniziò a pregare: “Signore, se esisti, fa che io ti conosca”. Un amico gli consigliò di parlare con il Padre Huvelin e questi gli ordinò di confessarsi: obbedì e ne uscì come un uomo nuovo. Diceva: “Appena credetti che Dio esiste, compresi che non avrei potuto fare nient’altro se non vivere per Lui; la mia vocazione religiosa coincide con l’inizio della mia fede: Dio è così grande”. 
Da quel momento visse una vita molto semplice, dormendo per terra e pregando diverse ore al giorno. Entrò con i trappisti, ma uscì, perché il suo cuore e la sua chiamata erano in Africa, dove la gente non conosceva ancora Cristo. Si recò in Terra Santa e tornò in Francia per studiare per il sacerdozio. Fu ordinato il 9 giugno 1901 e alla fine di quell’anno andò a vivere a Oran Sur, vicino al Marocco, per stabilirvi un ordine dedito all’evangelizzazione del Marocco.
Nel 1902 iniziò a comprare degli schiavi per liberarli.
Nel 1904 si dedicò all’evangelizzazione dei Tuareg, stabilendosi nel deserto del Sahara, a Tamanrasset (Hoggar, Algeria).
Nel 1909 fondò l’Unione dei Fratelli e delle Sorelle del Sacro Cuore, per evangelizzare le colonie francesi in Africa. Morì per un colpo di pistola l’1 dicembre 1916. Fu beatificato il 13 novembre 2005.

San Giovanni Bosco

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“Amate, onorate, servite Maria. Procurate di farLa conoscere, amare e onorare dagli altri. Non solo non perirà un figlio che abbia onorato questa Madre, ma potrà anche aspirare a una grande corona in Cielo”.

San Giovanni Bosco nacque il 16 agosto 1815, a 25 km da Torino, nella frazione collinare “i Becchi”. Sua madre, Margherita, era una donna straordinaria che educò i suoi figli nella povertà e nella fortezza di spirito. Suo padre, Francesco, morì quando Giovanni aveva solo due anni a causa di una polmonite. 
A nove anni Giovanni Bosco ebbe il primo sogno che segnò il resto della sua vita, dal momento che in quell’occasione gli fu svelato il disegno che Dio aveva su di lui: lavorare con i giovani per condurli a Gesù e alla Madonna. Volle essere sacerdote e a questo fine le domeniche attirava la gente vicino a casa sua, in un terreno in cui erano cresciuti dei peri, per parlare loro di Dio .
Fece i suoi primi studi alla scuola pubblica, non molto distante da casa; poi frequentò il liceo a Chieri. Per pagare le lezioni dovette adattarsi a svolgere diversi lavori. Alla fine poté accedere agli studi per il sacerdozio. Fu ordinato il 5 giugno 1841 e celebrò la sua Prima Messa a Torino. 
Fin dall’inizio si occupò di raccogliere intorno a sé ragazzi di strada, creando quello che in seguito sarebbe stato conosciuto come l’Oratorio di San Francesco di Sales. Per impegnarsi in quest’opera fondò i Padri Salesiani, che si diffusero rapidamente in tutta Italia, in Francia e in Spagna. San Giovanni Bosco amava i giovani e cercava di educarli: dedicò instancabilmente tutta la sua vita a questa missione.
Morì il 31 gennaio 1888.

Nostra Signora di Fatima

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Nella seconda apparizione a Fatima la Vergine disse a suor Lucia: «E tu, soffri molto? Non scoraggiarti. Io non ti lascerò mai. Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e il cammino che ti condurrà verso Dio” (Parole della Vergine a Suor Lucia a Fatima durante la seconda apparizione , il 13 giugno 1917).

Lucia nacque il 22 marzo del 1907 a Aljustrel, una frazione rurale di Fatima. Quando vide per la prima volta la Vergine alla Cova da Iria aveva 10 anni. Entrò a far parte delle Sorelle Dorotee nel 1921, ma più tardi, nell’anno 1948, diventò carmelitana scalza per volere di Dio nel Carmelo di Santa Teresa di Coimbra. La Vergine aveva detto che Francesco e Jacinta sarebbero andati presto in cielo, mentre Lucia sarebbe dovuta rimanere sulla terra per diffondere i Suoi messaggi. E così fece fino alla sua morte che avvenne il 13 febbraio del 2005; è stata già avviata la sua causa di beatificazione. Ci ha lasciato molti scritti relativi alle apparizioni sotto forma di “memorie”. 
Tra gli scritti vi è questo prezioso passaggio che parla del Rosario: «La Santissima Vergine, in questi ultimi tempi, ha dato una nuova efficacia alla recita del Santo Rosario: non esiste infatti alcun problema, per quanto difficile possa sembrare, sia esso terreno o a maggior ragione spirituale, che riguardi la nostra vita personale, delle nostre famiglie(…) o le vicende dei popoli e nazioni(…) che non si possa risolvere con la recita del Santo Rosario.»

Santa Caterina da Siena

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“Vergine Santissima, non guardare la mia debolezza, ma dammi la grazia di avere come sposo Colui che io amo con tutta la mia anima, Tuo Figlio Santissimo Gesù Cristo, nostro unico Signore. A Lui e a Te prometto che non avrò mai altro sposo”.

Caterina nacque a Siena (Italia) il 25 marzo 1347. Era la penultima dei 25 figli di Jacopo Benincasa e Lapa Piacenti. Caterina imparò dal padre la carità verso i poveri e dalla madre l’amore per il lavoro e il coraggio di intraprendere lavori difficili. La biografia di Santa Caterina è molto estesa; risaltano però, tra le molte note biografiche, l’amore e la fiducia che fin da giovanissima riponeva nella Vergine Santissima. Durante la sua vita cercò sempre rifugio e aiuto nella Vergine. Fin da piccola saliva e scendeva le scale della sua casa recitando l’ Ave Maria. Si offrì al Signore con le parole che presentiamo in questo pensiero mariano, di fronte ad un quadro della Madonna. Quando venne respinta dalla famiglia per non voler contrarre matrimonio, scelse la Vergine Santissima come unica madre. Sotto lo sguardo della Vergine crebbe e visse in umiltà, obbedienza e carità. Con questi atteggiamenti riuscì a conquistare la sua famiglia che le concedette il permesso di far parte del Terz’Ordine Domenicano. Si dedicava con generosità ai poveri e agli ammalati. Il suo cuore apparteneva totalmente al Signore, suo unico sposo. Tra le molte esperienze mistiche che ebbe con la Vergine Santissima, risalta ciò che successe il giorno precedente la sua professione religiosa. All’improvviso si trovò di fronte la Madre di Dio, che teneva tra le mani un abito d’oro e con la sua voce tenera e soave la Vergine le disse: “Questo vestito, figlia mia, l’ho preso dal cuore di mio figlio. Era nascosto nella ferita del suo costato come in una cesta d’oro e te l’ho fatto con le mie proprie mani”. Con amore fervente e umiltà Caterina inclinò il capo e la Vergine le mise il vestito celestiale. Fu la Vergine che durante lo sposalizio mistico con Gesù mise la mano di Caterina in quella di suo figlio. Così trascorse la sua vita rivolgendo sempre più il suo amore verso Dio e la sua “dolce Madre” alla quale ricorreva non solo per sé, ma anche per gli altri. Si rivolgeva con fiducia alla Madre di Misericordia chiedendo la conversione dei peccatori incalliti: elevando gli occhi al cielo, ripeteva il nome di “Maria” finché non otteneva il favore. Era molto devota del Bambin Gesù. Una notte di Natale, mentre pregava, ebbe una visione: le apparve la Vergine Maria mentre adorava il bambino appena nato. Caterina la supplicò affinché le permettesse di prendere in braccio per un momento il Bambino. Con un sorriso la Vergine le consegnò il Bambino. Durante la sua vita soffrì molto per la Chiesa. Fu la Vergine a sostenerla durante le sue sofferenze. A soli 33 anni raggiunse la santità vivendo e soffrendo eroicamente. Fu canonizzata dal papa Pio II nel 1461 e proclamata Dottore della Chiesa da Papa Paolo VI nel 1970. Papa Giovanni Paolo II nel 1999 la dichiarò Compatrona d’Europa.

San Bonaventura

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“I soldati non temono tanto un numeroso esercito di nemici quanto teme il potere dell’Inferno nell’ascoltare il nome di Maria”.

San Bonaventura nacque a Bagnoregio, vicino a Viterbo (Italia), nel 1221. Dopo aver preso l’abito nell’Ordine francescano, andò a studiare all’Università di Parigi. Dal 1248 al 1257 insegnò in quella stessa università Teologia e Sacra Scrittura. Nel 1257, insieme a San Tommaso d’Aquino, ricevette il titolo di dottore. Fu autore di diversi trattati, tra i quali va segnalato “La perfezione evangelica”. Nello stesso anno fu nominato Superiore Generale dei Frati Minori. Fu eletto in un tempo difficile per l’Ordine francescano, per la divisione tra coloro che predicavano un’austerità inflessibile e quanti chiedevano che la regola originale venisse mitigata. Riguardo a ciò scrisse una lettera ai Provinciali, esigendo la perfetta osservanza della regola e la riforma dei “rilassati”. Governò l’ordine francescano per 17 anni, e per questo motivo è anche conosciuto come il “secondo fondatore”. Nel 1266 Papa Gregorio X lo nominò Cardinale Vescovo di Albano, ordinandogli di accettare l’incarico per obbedienza. San Bonaventura si distinse per la semplicità, l’umiltà e la carità. Meritò il titolo di “Dottore Serafico” per le virtù angeliche. Fu canonizzato nel 1482 e dichiarato Dottore della Chiesa nel 1588.

Santa Teresa di Gesù

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“È davvero una cosa straordinaria quanto riesca gradito a nostro Signore qualunque servizio reso a Sua Madre”.

Santa Teresa nacque ad Ávila (Spagna) il 28 marzo 1515. È nota per la riforma dell’ordine carmelitano e per i suoi scritti sull’orazione (preghiera mentale). La sua devozione a Maria iniziò fin da piccola e aumentò con la perdita di sua madre, cosa che fece sì che chiedesse alla Madonna, siccome non aveva più una madre in terra, di essere Lei sua Madre.
L’ispirazione di riformare il Carmelo fu posteriore alla sua “conversione”. Da giovane sentiva una grande attrazione interiore verso le cose di Dio, ma era affascinata allo stesso tempo dalle vanità del mondo ed era esposta a molti pericoli. Per questo suo padre decise di metterla nel collegio delle monache agostiniane di Santa Maria de Gracia, all’età di 16 anni. Durante il periodo nel collegio Teresa sentì la chiamata alla vita religiosa, e nel 1535, malgrado l’opposizione di suo padre, entrò nel Carmelo dell’Incarnazione di Ávila. Poco tempo dopo ebbe una grave malattia, e suo padre la fece uscire dal convento. Guarì, anche se si trascinerà le conseguenze di questa malattia per tutta la vita. Durante il tempo del suo lento recupero imparò l’orazione di raccoglimento, grazie alla lettura di alcuni libri di mistica, come il “Terzo Abecedario” di Osuna. Teresa sentiva nel suo intimo, sempre più, la chiamata alla solitudine e al silenzio per cercare Dio nel suo intimo. È un periodo, al contempo, di lotta personale contro le sue debolezze e i suoi peccati. Nella Quaresima del 1554, pregando di fronte a un Cristo piagato, si sentì così commossa che pianse supplicandoLo di darle la forza per non offenderLo. Questa esperienza lasciò un’impronta indelebile nella sua anima. Tutto questo produsse in lei l’anelo a donarsi totalmente allo stato di perfezione, vivendo con rigore la sua vocazione, cosa che la condusse all’opera di riforma del Carmelo. Riferì le sue inquietudini al suo confessore, e, dopo un periodo di pratiche e di difficoltà, riuscì nel 1562 a fondare il Convento di San Giuseppe, ad Ávila nel quale si trasferì con altre carmelitane che decisero di unirsi alla sua opera. A partire da quel momento iniziò la sua intensa attività di fondatrice, e in quel periodo redasse pure la maggior parte delle sue opere scritte. In totale fondò 17 conventi. L’ultimo fu a Burgos. Di ritorno dalla fondazione di Burgos, la santa si recò ad Alba de Tormes (Salamanca), dove morì nella notte del 15 ottobre 1582.

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