• Per approfondire

  • 1

Una nuova luce sul verdetto diocesano

Per chi non conosce le espressioni che usa la Chiesa nel valutare un possibile caso di apparizioni, le parole che si trovano nella seconda nota di Mons. Fernández (che potremmo considerare come il primo verdetto diocesano) possono portare a intendere che egli affermi la non soprannaturalità dei fatti avvenuti a San Sebastián de Garabandal. Tuttavia non è così.

non constat

Una nuova luce sul verdetto diocesano

Per chi non conosce le espressioni che usa la Chiesa nel valutare un possibile caso di apparizioni, le parole che si trovano nella seconda nota di Mons. Fernández (che potremmo considerare come il primo verdetto diocesano) possono portare a intendere che egli affermi la non soprannaturalità dei fatti avvenuti a San Sebastián de Garabandal. Tuttavia non è così. L’allora Amministratore Apostolico di Santander usa l’espressione non constat” (non consta).

La Chiesa ha tre espressioni per dare un giudizio su questi temi:
- “Constat de supernaturalitate”: approvazione (si conferma l’origine soprannaturale degli avvenimenti)

- “Constat de non supernaturalitate”: rifiuto (si conferma l’origine non soprannaturale)

- “Non constat de supernaturalitate”: dubbio (non si conferma l’origine soprannaturale, ma neanche quello non soprannaturale)

L’espressione usata da Mons. Fernández nella sua nota ufficiale è la terza, che, anche se può sembrare negativa nella sua forma, non esprime se non un dubbio della Commissione, che non raggiunge una conclusione maggioritaria. Non dice né “sì” né “no”: non c’è stato un rifiuto concreto degli avvenimenti, ma semplicemente non si è potuto confermare che gli avvenimenti fossero soprannaturali. Non si è potuta dichiarare la veridicità degli avvenimenti, ma non si è potuta neanche smentire. Questo giudizio non impedisce che la soprannaturalità possa essere constatata in un secondo momento, cioè non è un caso chiuso. La stessa espressione, “non constat”, fu usata anche dal Vescovo, Mons. Eugenio Beitia Aldazábal, che aggiunse: “Non ho mai chiuso la mia cartella su questa vicenda”, e inoltre constatò: “Non abbiamo trovato materia di censura ecclesiastica condannatoria, né nella dottrina né nelle raccomandazioni spirituali che si sono divulgate in questa occasione”, come volendo dire che, anche se non si potesse chiarire la questione della soprannaturalità, per quanto riguardava i messaggi e la dottrina non c’era nulla meritevole di condanna. Questo è il giudizio ecclesiastico che è rimasto fino al presente.

Per qualunque persona che investighi gli avvenimenti di Garabandal e che abbia dubbi al riguardo, questo giudizio costituisce una piccola luce. Spesso, per ignoranza dei termini, possiamo prendere delle posizioni concrete che non prenderemmo se la nostra conoscenza fosse completa.

Come conclusione, potremmo dire che, anche se è vero che Garabandal non è approvato ufficialmente dalla Chiesa Cattolica, non è neppure condannato da essa, e dobbiamo chiedere al Signore che dia luce affinché, un giorno, si chiarifichi la veridicità degli avvenimenti di Garabandal.

 

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.

Ok