Documentazione

Don Manuel Guerra e Garabandal

CONTEMPLATIVI NELL'ATTIVITÀ DI OGNI MOMENTO

Don Manuel Guerra è un sacerdote spagnolo che, senza mai aver messo da parte le attività pastorali, ha dedicato il meglio di sé allo studio e alla ricerca teologica, diventando Preside e professore della Facultad de Teología del Norte de España (N.d.T.: Facoltà di Teologia del Nord della Spagna), oltre ad essere professore all’Università di Navarra e allo Studio Teologico Sant’Ildefonso di Toledo. Molto noto per le sue importanti pubblicazioni riguardo le sette, la New Age e la massoneria, è anche un grande conoscitore delle apparizioni di San Sebastián de Garabandal. Nonostante non sia un testimone diretto dei fatti, il suo rapporto con Conchita Gonzàlez gli ha conferito sufficienti argomentazioni per poterne parlare con autorità. Don Manuel fu confessore della veggente durante la sua permanenza nel Collegio delle Concezioniste Missionarie dell’Insegnamento a Burgos, negli anni 1996 e 1997 e, con il passare degli anni, mantenne l’amicizia con colei che fu la guida spirituale di Conchita nel collegio, Madre Nieves García.


 

loringPadre Jorge Loring e Garabandal

ANDIAMO A GARABANDAL

 Padre Jorge Loring Miró, S.J., fu un grande apologeta spagnolo, autore del best seller “Para salvarte” (N.d.T.: Per salvarti), molto noto per le sue apparizioni televisive e per i suoi convegni in tutto il mondo, e specialmente per le duemila conferenze che diede sulla Sacra Sindone. Morì il 25 dicembre 2013, a 92 anni, lasciando un enorme patrimonio di donazione a Dio e di amore alla Chiesa. Padre Loring non nascose mai la sua convinzione riguardo alla soprannaturalità dei fenomeni di Garabandal, come ci spiega in questo articolo Román Martínez del Cerro, amico intimo di Padre Loring e testimone dei fatti accaduti a Garabandal.


 

pemanJosé María Pemán e Garabandal

UN'ESPERIENZA A GARABANDAL

 


 

Román Martínez del Cerro fu testimone delle apparizioni di San Sebastián de Garabandal per undici giorni nel mese di luglio del 1962. Suo padre, Miguel Martínez del Cerro, era un caro amico del noto scrittore spagnolo José María Pemán, cultore di tutti i generi letterari. Entrambi i professori collaboravano ai corsi estivi offerti dall’Università di Siviglia a Cadice. Román ci descrive in questo articolo il momento in cui suo padre raccontò a José María Pemán l’esperienza vissuta a Garabandal. José María Pemán non si pronunciò mai in pubblico al riguardo, ma possiamo supporre che l’amicizia e la stima che aveva nei confronti di Miguel Martínez del Cerro lo indussero a una posizione di apertura alla possibilità della soprannaturalità degli eventi, in attesa del verdetto finale della Chiesa.


Se dovessi riassumere in una frase le sensazioni che provai a San Sebastián de Garabandal negli undici giorni del mese di luglio del 1962 in cui vi soggiornai, potrebbe essere: «La felice e incantevole visita di Nostra Madre».

Una visita che riempie e segna una vita intera.

Mi viene in mente questa frase di San Pietro, sul Monte Tabor: “È bello per noi stare qui”.

Cos’altro si potrebbe dire di fronte alla manifestazione Divina?
Appena arrivato a Cosío, il primo paese dotato di telegrafo, mio padre scrisse un telegramma all’allora Vescovo di Cadice e Ceuta, il nostro Vescovo, Mons. Antonio Añoveros. Gli raccontava la meravigliosa e felice esperienza di quegli undici giorni a Garabandal e gli prometteva di fargli visita per comunicargli i dettagli di quegli eventi così prodigiosi. Qualora esista un archivio della corrispondenza nel Vescovato di Cadice, il telegramma a cui mi riferisco dovrebbe essere conservato lì, datato 23 luglio 1962.

Il bisogno di raccontare e trasmettere la stupefacente esperienza però non finì lì. Nei giorni seguenti si susseguirono diverse conferenze e addirittura un ciclostilato. Persino i luoghi meno appropriati erano adatti a diffondere l’esperienza. Vi racconto un aneddoto:
Tra la fine di luglio e l’inizio di agosto a Cadice si tengono i cosiddetti Corsi Estivi dell’Università di Siviglia. Il Rettore era José María Pemán e mio padre, Miguel Martínez del Cerro era il coordinatore. Vi partecipavano fondamentalmente studenti universitari stranieri. Le lezioni si svolgevano in mattinata, mentre il pomeriggio era dedicato a concerti, rappresentazioni teatrali, balli, conferenze, etc. Una volta terminato il programma della giornata, un autobus portava gli studenti alla Spiaggia Victoria di Cadice, affinché potessero godere del tempo libero.

Di ritorno da Garabandal, José María Pemán e mio padre accompagnarono gli allievi alla spiaggia. Loro due in giacca e cravatta, per la loro condizione di professori. Dal momento che mio padre andava con la tremenda necessità di raccontare i giorni impressionanti e felici trascorsi a Garabandal, approfittò di quel momento per parlarne con il suo amico José María Pemán. Ovviamente, in spiaggia Pemán non passava inosservato. Mio padre un po’ meno, ma neanche troppo. La storia che stava raccontando, molto meno. Quando se ne resero conto, si trovarono circondati da una grande folla di bagnanti, alunni e curiosi, che ascoltavano sbalorditi la narrazione.

Fu questa la gioia che lo portò a scrivere in quei giorni, precisamente il 22 agosto 1962, questi semplici versi:
Della Regina del Cielo
gli
occhi ho visto un giorno.

Li ho visti riflessi
negli
occhi di alcune bambine.

Che non mi parlino più di tristezza.

Ora so cosa sia la gioia!

Della Regina del Cielo
gli
occhi ho visto un giorno.

Cadice, 29 luglio 2019
Román Martínez del Cerro

laffineurPadre Laffineur

MISSIONARIO DI GARABANDAL

 


 

Padre Materne Laffineur fu uno dei primi promotori delle apparizioni di Garabandal al di fuori della Spagna. Testimone di varie estasi, confidente delle veggenti, sacerdote zelante e di grande profondità spirituale, raccolse le sue esperienze e riflessioni su ciò che visse a Garabandal in un libro che intitolò “La stella sulla montagna”.

Le sedici onorificenze ricevute nelle due guerre alle quali partecipò ci parlano del suo valore personale. Le frasi in seguito riportate– estratte dai suoi quaderni e dalle sue lettere-, raccolte nel ricordo che venne distribuito tra i suoi familiari e gli amici dopo la sua morte, ci parlano invece della sua profonda spiritualità e del suo amore alla Madonna di Garabandal.

Qui di seguito vi offriamo la traduzione integrale del ricordo di Padre Laffineur, come omaggio a questo sacerdote innamorato di Maria Santissima di Garabandal.

«Gesù, Gesù, oh Gesù» (queste furono le sue ultime parole).

Signore, per intercessione di Nostra Signora di Garabandal, concedete al nostro caro Padre Materne Laffineur la gioia e la felicità eterne.
Nato a Walcourt (Belgio), il 27 agosto 1897.

Veterano in due guerre (16 onorificenze).

Ordinato sacerdote a Namur (Belgio), il 22 novembre 1924.

Domenicano.
Collaboratore al processo canonico delle apparizioni di Beauraing (Belgio).
Parroco di Rousseloy (Oise, Francia) dal 1949 al 1957 e successivamente di Mars-sur-Allier (Nièvre, Francia) dal 1957 al 1967.

Fu un missionario instancabile della Santissima Vergine Maria.

Chiamato da Dio il 28 novembre 1970 in un impeto d’amore a Gesù e a Maria.

Mamma e voi, miei cari, mi avete offerto al buon Dio. Mi sono donato a Lui completamente attraverso la Santissima Vergine Maria e in Lei.
Rallegratevi, io sono felice. Oh, quanto ve ne sono grato!
Sacerdote e soldato. Dio mio, che meraviglia!
(Dalle trincee. 26 agosto 1917)

Una volta ebbi un sogno: sognai di aver vissuto all’epoca di Giovanna d’Arco, per essere semplicemente uno dei suoi soldati, che sarebbe rimasto al suo fianco per combattere come lei e con lei. (15 ottobre 1967)

Non saper rischiare 
è smettere di essere un leader.
Vivere,
è agire,
è lottare,
è vibrare,
è far vibrare gli altri...
È vincere!
Cardinal Mercier (Massima che Padre Laffineur fece propria)

Garabandal!
Bisogna lottare.
Bisogna essere un generale.
Bisogna avere un esercito.
Bisogna portarlo alla vittoria,
Vivere Garabandal
è il sogno ideale.
È la più bella delle avventure. (15 ottobre 1967, Padre Laffineur)

Pregate per la mia conversione.
Sì, da un po’ di amore a Gesù... a molto amore a Gesù. (1969)

Il Signore mi conduce per una via spesso molto dolorosa che è, semplicemente, quella della grande vita intellettuale della ragione.
Non c’è mai niente di inutile nella nostra vita. «I luoghi ai quali Dio ci porta: tutto è provvidenziale». Che meravigliosa la vita, per i soldati coraggiosi e invincibili che hanno un cuore da bambini! (Maggio o giugno 1969)

Rimaniamo uniti, piccoli come la nostra cara Teresina, ma saldi nella fede, come vuole San Pietro: «Estote fortes in fide». Fermezza che dà la libertà e mantiene indistruttibile la fede del gregge. (13 gennaio 1970)

I doni dello Spirito Santo si fanno carico di tutto, specialmente della pietà, che Teresina si impegnò a spiegare al mondo vivendola ella stessa in modo prodigioso. Siamo i “bambini infinitamente piccoli del Suo Amore” e il nostro canto è il Magnificat della più piccola di tutti: Nostra Signora di Garabandal. (19 marzo 1970)

Sappiamo molto bene che si deve redimere il mondo per mezzo del sangue, quello della verità e anche quello del nostro cuore. (28 marzo 1970)

Ringrazio Dio per essere invecchiato con il Suo Amore Misericordioso. (1 aprile 1970)

Nulla è impossibile per chi ha fede, perché bisogna vivere una fede spoglia (nuda). (26 agosto 1970)

La salita al monte Carmelo è sempre così, e così è sempre anche a Garabandal. Non esiste altra vita, non c’è altra via che quella della penitenza, del sacrificio e dell’umiliazione. Perché Garabandal è la solitudine del Carmelo... è la solitudine di Giovanni della Croce, la solitudine di Teresa d’Avila ed è anche la solitudine di Teresina. (26 agosto 1970)

Nella vita spirituale a volte è necessario essere un po’ matto. È necessario avere questa pazzia della fede, questa pazzia dell’amore... È necessario avere ciò che va oltre tutto quello che uno può vedere o sentire. È necessario darsi. (26 agosto 1970)

I miei desideri: Gesù! Ti chiedo solo una cosa: amarti sempre di più e, un giorno, morire d’amore. Sei libero di scegliere Tu stesso le espressioni esteriori di questo amore, il modo visibile della mia morte. Madre, Tu che dalla montagna di Garabandal guardi l’orizzonte in cui noi ci troviamo stanotte, vieni, discendi, resta qui, prendici tra le Tue braccia e porta a termine quello che iniziasti. (27 agosto 1970)

Il momento è grave... Beh! Visto che se necessario, mi offro al martirio. (30 agosto 1970)

Dalle profondità mistiche del nostro Garabandal, andiamo avanti nell’unione con Gesù e con Nostra Signora, per la salvezza delle anime; attraverso e per mezzo di questa unione. (18 novembre 1970)

 

I tre papi e la fine dei tempi secondo le apparizioni di Garabandal

Uno dei temi che più ha fatto discutere in relazione agli eventi di Garabandal è la presunta profezia dei «tre papi», insieme all’annuncio di una imminente «fine dei tempi».

Un’esortazione urgente

Il libro di Padre José Luis Saavedra, “Garabandal, mensaje de esperanza” (N.d.T.: Garabandal, messaggio di speranza), ci dice che i messaggi della Madonna a Garabandal sono “un’esortazione urgente a porre rimedio”.

Riportiamo in seguito un estratto del Diario di Conchita, nel quale ella stessa racconta ciò che avvenne il 2 luglio 1961, giorno della prima apparizione della Vergine Maria a Garabandal.

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P. Gustavo Morelos

L’ARCIVESCOVO DI JALAPA E GARABANDAL

 


 

Padre Gustavo Morelos è un sacerdote messicano morto il 7 marzo del 2015, all’età di 87 anni. Ricevette la notizia di quanto stava succedendo a San Sebastián de Garabandal nel 1965, quando le apparizioni stavano volgendo al termine. Poté trascorrere circa tre mesi a Garabandal quello stesso anno, studiando i fenomeni, intervistando le bambine, i loro genitori e fratelli e numerosi testimoni. Visse la sorprendente guarigione di un nipote – a cui i medici non davano più speranze - che egli attribuì sempre alla Vergine di Garabandal. Da allora e fino alla sua morte lavorò per la diffusione dei messaggi di Garabandal.

Come figlio fedele della Chiesa qual era, prima di parlare di Garabandal in alcune diocesi chiese il permesso ai vescovi titolari. Grazie a ciò conserviamo una serie di documenti di grande interesse, che testimoniano l’accoglienza favorevole data dai vescovi messicani ai messaggi di Garabandal. Inoltre, ci forniscono dati importanti circa le referenze che essi avevano riguardo ai fatti, e che li inducevano ad aprire la loro diocesi al lavoro del P. Morelos.

Ce lo dimostra questa lettera – datata 8 luglio 1966 - nella quale Sua Eccellenza Mons. Manuel Pío López, Arcivescovo di Jalapa, approva e benedice la diffusione dei messaggi di Garabandal nella sua diocesi. E lo fa, in primo luogo, per il contenuto stesso dei messaggi, che considera “opportune, utili e salutari ammonizioni per ottenere la salvezza eterna”. E, in secondo luogo, per la testimonianza di Mons. Philippi, ufficiale della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Questo è il testo della lettera nella traduzione italiana, che è possibile verificare nell’originale scannerizzato.

R. P. Gustavo Morelos
PRESENTE

Stimato Padre:

Tenendo in considerazione le indicazioni della Santa Sede e dell’Eccellentissimo Ordinario di Santander (Spagna), così come quanto prescritto dal Codice di Diritto Canonico, approviamo e benediciamo la pubblicazione del Messaggio della Santissima Vergine a Garabandal nella nostra Arcidiocesi, sapendo che, alla luce della Divina Rivelazione, ci premono la necessità della preghiera e del sacrificio, del culto alla Sacra Eucaristia e alla Santissima Vergine Maria e l’obbedienza, l’amore e l’adesione filiale al Vicario di Cristo e alla Santa Chiesa.

Pertanto, non riscontriamo in questo messaggio, attribuito alla Santissima Vergine, nulla che possa risultare contrario alla fede e alle consuetudini, ma piuttosto opportune, utili e salutari ammonizioni per ottenere la salvezza eterna.

L’obbedienza a conformarsi prontamente e filialmente alle disposizioni della Chiesa, è stata la caratteristica delle persone che sono state privilegiate in queste apparizioni e, di conseguenza, è un segnale sicuro per tutti che Dio è presente.

La prudenza della Santa Chiesa in relazione a questo importante fatto si è manifestata nello studio attento e nella pastorale vigilanza e, in nessun modo, nella proibizione e nel rifiuto dello stesso.

Uno degli Ufficiali della Congregazione per la Dottrina della Fede, Mons. Philippi, dichiarò al Reverendo Padre Elias, superiore del Carmelo nella città di Puebla, che lo aveva consultato a Roma sulle apparizioni della Santissima Vergine a Garabandal, che il fatto che Padre Pio, riconosciuto per le sue virtù, scienza e adesione alla Santa Sede, approvi queste apparizioni, è una conferma della veridicità delle stesse.

Depositato a Jalapa de la Inmaculada, 8 luglio 1966.

Manuel Pío López, Arcivescovo di Jalapa

 

La ritrattazione del dottor Morales secondo il quotidiano Diario Montañés

Il dottor Luis Morales Noriega – noto medico psichiatra di Santander (Cantabria, Spagna) – fece parte della Commissione nominata dal Vescovado di Santander per lo studio delle apparizioni di San Sebastián de Garabandal, dall’inizio delle stesse fino all’estate del 1961. Non nascose mai la sua opinione negativa al riguardo, posizione che influì in modo determinante sulla presa di posizione del Vescovado. In base alle relazioni di tale Commissione – per lo più gli studi del dottor Morales – furono pubblicate varie lettere vescovili in cui si afferma che “non consta soprannaturalità” dei fatti di Garabandal.

juanhervasIntervista a Juan Hérvas

PERCHÉ UN MEDICO CREDE A GARABANDAL?

 


 

Juan A. Hervás Palazón è dottore in Medicina, professore universitario e specialista in Pediatria. Ha svolto la sua vita professionale negli Stati Uniti (Albert Einstein College of Medicine e Harvard Medical School) e in Spagna (Comunità Valenciana e Maiorca), dove è stato capo del Servizio di Pediatria in due ospedali. Recentemente è andato in pensione.

Juan, perché un medico crede alle apparizioni di Garabandal?

Beh, per credere in qualcosa, lo si deve prima conoscere. Venticinque anni fa io ebbi la fortuna di sentir parlare delle apparizioni di Garabandal da un sacerdote e da un vescovo, entrambi di Maiorca: Padre Miguel Lliteras e il vescovo Mons. Damián Nicolau. Tutti e due erano convinti della verità delle apparizioni.

Passai una settimana a Garabandal con Padre Lliteras, a casa del fratello di Conchita, la veggente principale di queste apparizioni e, ascoltando quanto ci raccontava il fratello, leggendo tutti gli scritti su Garabandal e conoscendo altri testimoni oculari di quei fatti, io rimasi convinto che i fenomeni in questione non potevano avere una spiegazione naturale ed erano spiegabili solo dal punto di vista soprannaturale.

Che cosa avvenne lì realmente?
Riassumendo, ciò che accadde fu questo. Dal 1961 al 1965 quattro bambine (tra gli 11 e i 12 anni) ebbero più di 2000 apparizioni della Madonna, in un villaggio isolato di montagna nel nord della Spagna, nella parte cantabrica dei Picos de Europa. Ho letto con attenzione i referti medici, soprattutto del pediatra di Santander, il Dottor Celestino Ortiz, e dello psichiatra catalano, il Dottor Puncernau, e inoltre i referti di altri medici che valutarono le bambine. Tutti coincidono nel riconoscere che le bambine erano normali, non presentavano alcuna patologia psichiatrica o di altro tipo, e che quanto osservarono non aveva spiegazione naturale.

Le bambine entravano in estasi contemporaneamente, anche se si trovavano in posti diversi. Tutto iniziava con un iper-estensione brusca della testa, avevano anestesia oculare e della pelle (non si accorgevano della forte luce puntata contro i loro occhi, delle punture e delle bruciature alla pelle), acquisivano una rigidità e un aumento del peso corporeo inspiegabili (quattro persone insieme erano incapaci di muoverle), la legge di gravità smetteva di esistere e levitavano o assumevano posture o movimenti antigravitazionali assolutamente impossibili, facevano corse in estasi a velocità incredibili senza sudorazione o aumento della frequenza cardiaca, camminavano in avanti o all’indietro, in piedi o in ginocchio, salendo o scendendo dalla montagna (scendevano dalla montagna all’indietro, il che è umanamente impossibile), e i testimoni raccontano che sotto la pioggia intensa non erano bagnate per tutta la durata dell’estasi.
Inoltre, le bambine mostrarono altri fenomeni assolutamente inspiegabili, tra i quali risaltano: la conoscenza del pensiero e della vita delle persone, la capacità di riconoscere le persone (sacerdoti in borghese, coppie non sposate…) o oggetti già baciati dalla Vergine Maria, oltre a restituire ad ogni persona il proprio rosario o la fede matrimoniale baciati dalla Vergine, senza mai confondersi né guardare e senza la possibilità di conoscere preventivamente a chi appartenessero.

Perché allora non furono approvate dalla Chiesa?
Bisogna dire che le apparizioni di Garabandal non sono mai state condannate dalla Chiesa, e di fatto continuano ad essere aperte a ulteriori studi, sotto la dicitura “non consta la soprannaturalità”, espressione che significa “al momento attuale non lo sappiamo”. 
Molte altre apparizioni sono state in questa situazione fino al momento in cui vennero approvate. Il Vescovo di Santander, all’inizio dei fenomeni, nominò uno psichiatra, il Dottor Luis Morales, aiutato da un altro medico (il Dottor Piñal), in quello che potremmo chiamare un tentativo di costituire una commissione di studio. Nonostante ciò, sia il dottor Morales sia il Dottor Piñal non rispettarono le loro responsabilità. Si recarono al villaggio solo poche volte (meno di cinque) e sostennero che si trattava di un gioco di bambine, senza avvalersi dei rapporti dei medici che davvero le studiarono. Anni più tardi, precisamente nel 1983, il Dottor Morales diede una conferenza all’Ateneo di Santander nella quale ritrattò pubblicamente e disse che il suo referto era tutta una farsa.

Personalmente, mi ha sempre colpito il numero di santi e beati contemporanei che hanno creduto a Garabandal. Tutto è pienamente documentato: Padre Pio da Pietralcina, Madre Teresa di Calcutta, Madre Speranza, Madre Maravillas de Jesús, Giovanni Paolo II e altri di cui è attualmente in corso il processo di beatificazione, come Padre Nieto, Marta Robin, o Don Gobbi. È inoltre noto che San Josemaría Escrivá, fondatore dell’Opus Dei, si recò a Garabandal in tre occasioni nell’estate del 1962.

Tra questi, è ben noto che Papa Paolo VI si interessò molto a queste apparizioni, che conobbe grazie a Padre Laffineur, e chiamò Conchita affinché si recasse in Vaticano, dove arrivò con Padre Luna. Lì, le disse: “Conchita, io ti benedico e con me tutta la Chiesa”. Paolo VI, in un’udienza concessa al sacerdote gesuita Padre Escalada, disse delle apparizioni di Garabandal: “È la storia più bella dell’umanità dalla nascita di Cristo. È come se la Santissima Vergine fosse vissuta una seconda volta sulla terra, non ci sono parole per ringraziarLa.”. 
In diverse occasioni, sia Paolo VI sia Giovanni Paolo II, quando chiesero loro se si potevano diffondere queste apparizioni, dissero: «Fatele conoscere». La veracità di questa informazione è assolutamente verificata.

Nonostante ciò, benché l’appoggio dei papi a una presunta apparizione sia importante, l’approvazione della stessa passa necessariamente dal vescovo locale, e la decisione dell’ordinario è solita ricevere posteriormente il benestare della Congregazione per la Dottrina della Fede e, per ultima, la ratifica del Papa.

Il caso di Garabandal è, pertanto, in attesa di nuovi studi o avvenimenti e, a mio parere, continuerà così finché verrà confermata la parte profetica in relazione all’avvertimento e al miracolo futuri.

Che cosa ne fu di queste ragazze una volta cresciute?
Tutte si sposarono, tre di esse andarono a vivere negli USA, sposandosi con dei nordamericani, mentre una vive in Spagna. Bisogna precisare che le veggenti sono state tutte delle donne umili, pie, fedeli alla Chiesa e a ciò che il Vescovo di Santander ordinò loro. Le poche volte che hanno parlato, negli anni ’80, fu con il permesso del Vescovo di Santander, Mons. Del Val, e hanno sempre condotto una vita nascosta, dedite alla loro famiglia. Al giorno d’oggi tre sono ancora in vita.

Con quale intenzione la Madonna apparve a Garabandal?
A Garabandal la Vergine Maria si mostra come Madre nostra, preoccupata per noi, Suoi figli. “Parlami dei Miei figli” e “Dite ai Miei figli” sono parole frequenti nelle Sue conversazioni con le bambine. Risalta molto questa maternità di Maria anche nelle parole dell’Ave Maria, che nostra Madre insegnò alle bambine: “Santa Maria, Madre di Dio e Madre Nostra” e che tanto piace recitare nel Santo Rosario a coloro che amano queste Sue apparizioni. È altrettanto impressionante la relazione così umana della Vergine Maria con le bambine e sorprende (può addirittura scandalizzare qualcuno) che arrivi persino a giocare con loro, proprio come farebbe una madre sulla terra, e che si preoccupi per tutto ciò che riguarda loro o le persone che vivono o visitano il paese.
Queste apparizioni hanno un aspetto unico nella storia delle apparizioni mariane.

A prescindere da tutto questo, la Madonna viene a Garabandal per dare un messaggio per il mondo intero. Due sono i messaggi della Vergine Maria a Garabandal e sono i seguenti:

Il primo messaggio, del 18 ottobre 1961:

“È necessario fare molti sacrifici, molta penitenza, visitare spesso il Santissimo Sacramento, ma prima di tutto bisogna essere molto buoni. E se non lo faremo vi sarà per noi un castigo. Già la coppa si sta riempiendo e, se non cambiamo, il castigo sarà grandissimo”.

Il secondo messaggio, del 18 giugno 1965 (comunicato attraverso l’Arcangelo San Michele, poiché dirlo personalmente dava troppa pena alla Vergine):

“Siccome non si è compiuto, non si è fatto sufficientemente conoscere il Mio messaggio del 18 ottobre, voglio dirvi che questo è l'ultimo. Prima la coppa si stava colmando, ora trabocca. Cardinali, Vescovi e Sacerdoti camminano in molti sulla via della perdizione e trascinano con loro moltissime anime. All'Eucaristia si dà sempre meno importanza. Dovete con i vostri sforzi evitare la collera del buon Dio che pesa su di voi. Se Gli chiederete perdono con animo contrito, Egli vi perdonerà. Io, vostra Madre, per mediazione di S. Michele Arcangelo,voglio esortarvi alla conversione. Questi sono gli ultimi avvertimenti. Vi amo molto e non voglio la vostra condanna. Pregate sinceramente, e Noi vi esaudiremo. Dovete fare più sacrifici. Meditate sulla Passione di Gesù”.
Riassumendo, le apparizioni di Garabandal ci ricordano i seguenti aspetti della Dottrina della Chiesa: la Vergine Maria è nostra Madre (“Io sono vostra Madre”), credete in Dio e amateLo, siate buoni, pentitevi dei vostri peccati e fate penitenza. Visitate spesso il Santissimo, ossia dobbiamo mettere Gesù Eucaristia al centro della nostra vita e meditare la Passione di Gesù. 
In queste apparizioni, la Madonna disse anche qualcosa che a molti non fece piacere e che, effettivamente, all’epoca era difficile da capire. Disse: “Cardinali, Vescovi e Sacerdoti camminano in molti sulla via della perdizione e trascinano con loro moltissime anime”. Mi sembra parecchio improbabile che delle bambine di dodici anni di un luogo isolato della Spagna rurale degli anni ’60 potessero inventare qualcosa di simile, ma oggi, analizzando la situazione attuale della Chiesa, possiamo constatare che questa affermazione è stata veramente profetica.
Disse anche che il mondo riceverà un avvertimento dell’esistenza di Dio, e dopo di esso accadrà un miracolo a Garabandal nel quale tutti i malati saranno guariti e i peccatori si convertiranno e, se non cambieremo ancora, verrà un castigo.

Quali benefici ci derivano dal credere in queste apparizioni?
Per me, concretamente, l’effetto maggiore che ha avuto è stato aumentare il mio amore alla Madonna e, di conseguenza, avvicinarmi e amare di più Dio. Sapere di non essere orfano, la consapevolezza di avere una madre che mi vuole bene e si prende cura di me, mi ha dato una grande gioia e speranza. 
Un giovane sacerdote di 36 anni, Padre Luis Maria Andreu, vide la Vergine Maria uno dei primi giorni delle apparizioni e, quella stessa notte, scendendo in macchina dal paese, diceva: “Che fortuna avere una Madre così in Cielo. Questo è il giorno più felice della mia vita!”, e morì dicendo queste parole. Non aveva alcuna malattia nota, né mostrò alcun sintomo che potesse far pensare a un infarto. Anche io sono convinto che Padre Andreu morì di pura felicità.

 

 

Un ufficiale di Dotrina della fede e Garabandal

Mons.Manuel Pío López, Arcivescovo di Jalapa (Messico), scrisse una lettera –datata l’8 luglio 1966- attraverso la quale non solo permetteva la diffusione delle apparizioni di San Sebastián de Garabandal nella sua diocese, ma descriveva anche i motivi per cui lo faceva e esplicitava le fonti da cui aveva ottenuto le informazioni favorevoli riguardo agli avvenimenti.

Bambine semplici e normali

Dopo aver studiato le piccole da diversi punti di vista, numerosi esperti hanno concordato nel concludere che le bambine erano “semplici e normali”. Questo è quanto affermò, ad esempio, il Dottor Jerónimo Domínguez dopo aver interrogato le bambine personalmente.

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