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Conchita González

Conchita González González nacque il 7 febbraio 1949. Era l’ultima e l’unica femmina dei figli di Aniceta González, che in giovane età perse suo marito. Conchita aveva tre fratelli più anziani di lei, Serafín che lavorava nelle miniere nella provincia di León, Aniceto soprannominato familiarmente Cetuco e che morì nel 1965, e Miguel. Il 26 maggio 1973, Conchita si sposò con Patrick J. Keena a Long Island (New York), dove vivono attualmente. Ha quattro figli: Maria Concepción, Fátima Miriam, Ana María Josefa e Patrick Joseph Maria.

pdfDiario di Conchita

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Jacinta González

Jacinta González González nacque il 27 aprile 1949. I suoi genitori erano Simón e Maria, due cattolici di grande fede. La famiglia era formata da otto figli. Jacinta si sposò con Jeffrey Moynihan, della California, il 21 febbraio 1976. Ha una figlia, Maria, e attualmente vive nei dintorni di Los Angeles.

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Mari Cruz González

Mari Cruz González Barrido nacque il 21 giugno 1950. Figlia di Escolástico e Pilar. La sua famiglia era meno fervente. Era più giovane di un anno rispetto alle sue tre compagne, ma era alta come loro. Si sposò con Ignacio Caballero nel maggio del 1970. Hanno 4 figli e attualmente vivono ad Avilés, Asturie, Spagna.

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Mari Loli Mazón

Maria Dolores Mazón González nacque il 1º maggio 1949. La chiamavano Loli ed era la seconda dei 6 figli di Ceferino e Julia. Ceferino era sindaco del paese e, oltre ad accudire ai campi, aveva una piccola negozio all’interno di un’osteria. Loli si sposò con Francis Lafelur nel Massachusetts (Stati Uniti) nel 1974, con cui ebbe 3 figli: Francis, Maria Melanie e Maria Dolores. Per 7 anni soffrì di “Lupus eritematoso” all’apparto respiratorio che si aggravò fino a causarle la morte il 20 aprile 2009, all’età di 59 anni, nel suo domicilio di Plaistow (Massachusetts, Stati Uniti).

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Il primo messaggio - 18 ottobre 1961

È necessario fare molti sacrifici, molta penitenza, visitare spesso il Santissimo Sacramento, ma prima di tutto bisogna essere molto buoni. E se non lo faremo vi sarà per noi un castigo. Già la coppa si sta riempiendo e, se non cambiamo,il castigo sarà grandissimo.

Il secondo messaggio - 18 giugno 1965

Siccome non si è compiuto, non si è fatto sufficientemente conoscereil Mio messaggio del 18 ottobre, voglio dirvi che questo è l'ultimo. Prima la coppa si stava colmando, ora trabocca. Cardinali, Vescovi e Sacerdoti camminano in molti sulla via della perdizione e trascinano con loro moltissime anime. All'Eucaristia si dà sempre meno importanza. Dovete con i vostri sforzi evitare la collera del buon Dio che pesa su di voi.Se Gli chiederete perdono con animo contrito, Egli vi perdonerà.Io, vostra Madre, per mediazione di S. Michele Arcangelo,voglio esortarvi alla conversione. Questi sono gli ultimi avvertimenti. Vi amo molto e non voglio la vostra condanna.Pregate sinceramente, e Noi vi esaudiremo. Dovete fare più sacrifici. Meditate sulla Passione di Gesù

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Vivi Garabandal
Mese di maggio

Il 19 aprile 1965 il Beato Paolo VI diede alla Chiesa una Lettera Enciclica dal titolo “MENSE MAIO” con la quale invitava a pregare la Vergine Maria nel mese di maggio.

"All'approssimarsi del mese di maggio, consacrato dalla pietà dei fedeli a Maria Ss.ma, esulta il Nostro animo al pensiero del commovente spettacolo di fede e di amore che, fra poco, sarà offerto in ogni parte della terra in onore della Regina del cielo. È, infatti, il mese in cui, nei templi e fra le pareti domestiche, più fervido e più affettuoso dal cuore dei cristiani sale a Maria l'omaggio della loro preghiera e della loro venerazione. Ed è anche il mese nel quale più larghi e abbondanti dal suo trono affluiscono a noi i doni della divina misericordia." "Appunto perché il mese di maggio porta questo potente richiamo a più intensa e fiduciosa preghiera, e perché in esso le nostre suppliche trovano più facile accesso al cuore misericordioso della Vergine, fu cara consuetudine dei Nostri Predecessori scegliere questo mese consacrato a Maria, per invitare il popolo cristiano a pubbliche preghiere, ogniqualvolta lo richiedessero i bisogni della Chiesa o qualche minaccioso pericolo incombesse sul mondo. E Noi pure, Venerabili Fratelli, quest'anno sentiamo il bisogno di rivolgere un simile invito a tutto il mondo cattolico. Se consideriamo, infatti, le necessità presenti della Chiesa e le condizioni in cui versa la pace nel mondo, abbiamo seri motivi per credere che l'ora è particolarmente grave, e urge più che mai l'appello ad un coro di preghiere, da rivolgersi a tutto il popolo cristiano."

*Questo lo scrisse Paolo VI nel 1965, e adesso siamo ugualmente o maggiormente bisognosi dell’aiuto divino rispetto ad allora. Accogliamo l’invito che egli fece allora, come se ce lo facesse adesso, e intensifichiamo la nostra preghiera e devozione a Maria Santissima, nostra Madre.

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