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Guarita dall’asma a Garabandal

Ricordo che con molto fervore chiesi a nostra Madre di Garabandal: «Madre, per favore, aiutami a proseguire la strada. Mi vergogno di trattenere la amiche e il sacerdote tanto tempo per colpa mia. Aiutami a calmarmi e a poter respirare per continuare la Via Crucis».

La Madonna di Garabandal e il Miracolo delle Ande, secondo uno dei sopravvissuti.

Eduardo Strauch Urioste è uno dei sopravvissuti del noto “Miracolo delle Ande”. Eduardo Strauch Urioste rimase in silenzio circa la drammatica esperienza per trent’anni. Poi iniziò a parlarne. Nel 2012 raccolse la sua esperienza, maturata da trent’anni di riflessione, nel libro “Desde el silencio” (N.d.T.: Dal silenzio). In seguito vi offriamo i paragrafi in cui Eduardo parla del salvataggio, che commosso pone in relazione alla preghiera che sua madre – insieme ad altre persone, tra le quali l’allora prima donna dell’Uruguay - rivolsero alla Madonna di Garabandal, apparsa “sulla montagna”.

Fonte: http://www.virgendegarabandal.net

Mons. Ottaviani disse: «L’accompagno di tutto cuore, diffonda Garabandal, lo faccia con carità, ma mi raccomando, diffonda Garabandal finché avrà vita, come promise alla Madonna».

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“La Beata Vergine avanzò nella peregrinazione della fede e serbò fedelmente la sua unione col Figlio sino alla croce, dove, non senza un disegno divino, se ne stette (cfr. Gv 19,25), soffrendo profondamente col suo Unigenito e associandosi con animo materno al sacrificio di Lui, amorosamente consenziente all'immolazione della vittima da lei generata; e finalmente, dallo stesso Gesù morente in croce fu data quale madre al discepolo con queste parole: Donna, ecco tuo figlio (cfr. Gv 19,26-27)” (Lumen Gentium, 58).

San Giovanni Berchmans nacque in Belgio il 13 marzo 1599, in una famiglia di buoni cristiani. Erano cinque figli, tre dei quali si consacrarono al Signore. In casa fu sempre buono, aiutava la madre in ciò che poteva. Realizzò i suoi studi nel seminario di Malines e in seguito entrò nel noviziato dei Gesuiti della stessa città. Si distinse per la sua carità, lo studio e la pietà. Ebbe una grande devozione alla Vergine Santissima, che desiderava amare di un amore molto affettuoso, non volendo smettere fino a che non avesse raggiunto tale amore. Viveva sotto lo sguardo di questa Dolce Madre. Durante la sua vita fu difensore del dogma dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria, e l’ultimo anno prima di morire si impegnò, firmando con il suo sangue, ad “affermare e difendere ovunque si trovasse il dogma dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria”. Desiderava praticare tutte le virtù e si sforzava di osservare perfettamente i suoi obblighi, senza scuse. Sapeva approfittare delle croci quotidiane, lavorava appassionatamente per la gloria di Dio, faceva ogni cosa al momento opportuno, dando valore sovrannaturale ad ogni intenzione. Diceva: “Quando bisogna pregare, prega con sommo amore; quando bisogna studiare, studia con tutta speranza; quando bisogna fare esercizio, fallo con tutto entusiasmo”. Voleva fare le cose sempre con più amore. Studiava pensando al futuro apostolato che avrebbe realizzato e alla anime che avrebbe incontrato. Morì giovane, dicendo che la sua maggiore consolazione era non aver mai infranto, nella sua vita religiosa, nessuna regola né ordine dei suoi superiori e non aver mai commesso un peccato veniale. Prima di morire, strinse al petto il Crocifisso, il Rosario della Santissima Vergine e il libro delle Regole, dicendo: "Ecco le mie armi! Le mie caparre più care, con esse muoio contento". Morì il 13 agosto 1621. Le sue ultime parole furono: “Gesù, Maria”.

 

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“Accorriamo alla Vergine pieni di fiducia, perché Ella ci ha portato Dio ed è, in un certo modo, un acquedotto dal quale facilmente trarremo l’acqua celeste di Cristo per i nostri orti; Ella è una regina ricchissima e generosissima. Quale luogo più sicuro delle piaghe di Gesù e delle braccia e del grembo della Regina degli Angeli?” (San Giovanni Berchmans).

San Giovanni Berchmans nacque in Belgio il 13 marzo 1599, in una famiglia di buoni cristiani. Erano cinque figli, tre dei quali si consacrarono al Signore. In casa fu sempre buono, aiutava la madre in ciò che poteva. Realizzò i suoi studi nel seminario di Malines e in seguito entrò nel noviziato dei Gesuiti della stessa città. Si distinse per la sua carità, lo studio e la pietà. Ebbe una grande devozione alla Vergine Santissima, che desiderava amare di un amore molto affettuoso, non volendo smettere fino a che non avesse raggiunto tale amore. Viveva sotto lo sguardo di questa Dolce Madre. Durante la sua vita fu difensore del dogma dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria, e l’ultimo anno prima di morire si impegnò, firmando con il suo sangue, ad “affermare e difendere ovunque si trovasse il dogma dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria”. Desiderava praticare tutte le virtù e si sforzava di osservare perfettamente i suoi obblighi, senza scuse. Sapeva approfittare delle croci quotidiane, lavorava appassionatamente per la gloria di Dio, faceva ogni cosa al momento opportuno, dando valore sovrannaturale ad ogni intenzione. Diceva: “Quando bisogna pregare, prega con sommo amore; quando bisogna studiare, studia con tutta speranza; quando bisogna fare esercizio, fallo con tutto entusiasmo”. Voleva fare le cose sempre con più amore. Studiava pensando al futuro apostolato che avrebbe realizzato e alla anime che avrebbe incontrato. Morì giovane, dicendo che la sua maggiore consolazione era non aver mai infranto, nella sua vita religiosa, nessuna regola né ordine dei suoi superiori e non aver mai commesso un peccato veniale. Prima di morire, strinse al petto il Crocifisso, il Rosario della Santissima Vergine e il libro delle Regole, dicendo: "Ecco le mie armi! Le mie caparre più care, con esse muoio contento". Morì il 13 agosto 1621. Le sue ultime parole furono: “Gesù, Maria”.

 

Un’esortazione urgente

Il libro di Padre José Luis Saavedra, “Garabandal, mensaje de esperanza” (N.d.T.: Garabandal, messaggio di speranza), ci dice che i messaggi della Madonna a Garabandal sono “un’esortazione urgente a porre rimedio”.

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“Padre non generato e supremo, che accumulasti tanti e così grandi doni nella gloriosa Vergine Maria, arricchendoLa con il messaggio dell’Angelo grazie alla Tua parola, fecondandoLa in modo immacolato grazie al Tuo Spirito, coprendoLa con la Tua ombra divinamente potente, istruendoLa con la limpida sorgente della Tua scienza su come doveva dare alla luce il Salvatore. Essendo per Tua volontà vergine prima del parto, dopo il parto rimane vergine grazie al Tuo potere, al Tuo comando risponde la sua pura castità, la Sua verginità immacolata è un tuo miracolo. Per Sua intercessione, volgi il Tuo sguardo verso la nostra indigenza, strappaci dalle nostre frivolezze e liberaci dalle nostre tendenze viziose” (Testo liturgico del rito Ispano-Mozarabico).

L’antico rito ispanico fa parte delle liturgie di lingua latina che, tra il V e il VII secolo, furono costituite in Occidente.

 

Riportiamo in seguito un estratto del Diario di Conchita, nel quale ella stessa racconta ciò che avvenne il 2 luglio 1961, giorno della prima apparizione della Vergine Maria a Garabandal.

Casualità o Provvidenza?

La mattina dello scorso giovedì 2 agosto 2018 avrebbe cambiato la mia vita, la mia visione rispetto al tema della Vergine di Garabandal, per me sconosciuta fino a quel momento.
Alcune delle mie migliori amiche avevano proposto a me e alla mia famiglia di viaggiare a Garabandal (Cantabria) per conoscere il luogo e visitare la Madonna che lì era apparsa. Loro sono molto credenti e fanno parte del Focolare della Madre. Anche io sono credente, cattolica praticante, catechista... ma non conoscevo gli avvenimenti di Garabandal e, a dire la verità, quel giorno ero un po’scettica e piena di dubbi. Mi sono sempre considerata una persona con molta fede, ma non mi piace che mi diano “pan per focaccia”, né tantomeno lasciarmi ingannare da falsi veggenti o finti fenomeni.

La ritrattazione del dottor Morales secondo il quotidiano Diario Montañés

Il dottor Luis Morales Noriega – noto medico psichiatra di Santander (Cantabria, Spagna) – fece parte della Commissione nominata dal Vescovado di Santander per lo studio delle apparizioni di San Sebastián de Garabandal, dall’inizio delle stesse fino all’estate del 1961. Non nascose mai la sua opinione negativa al riguardo, posizione che influì in modo determinante sulla presa di posizione del Vescovado. In base alle relazioni di tale Commissione – per lo più gli studi del dottor Morales – furono pubblicate varie lettere vescovili in cui si afferma che “non consta soprannaturalità” dei fatti di Garabandal.

La risposta del Cielo

Per Carlogio Rodríguez la scoperta delle apparizioni di Garabandal ha significato la conoscenza della Chiesa e dei sacramenti dell’Eucarestia e della confessione, che non aveva più ricevuto da dopo la Prima Comunione. E’ convinto che Garabandal sia “la risposta del Cielo alla situazione che viviamo al giorno d’oggi.”

(Articolo pubblicato originalmente su www.peliculagarabandal.com)

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Vivi Garabandal
Mese di maggio

Il 19 aprile 1965 il Beato Paolo VI diede alla Chiesa una Lettera Enciclica dal titolo “MENSE MAIO” con la quale invitava a pregare la Vergine Maria nel mese di maggio.

"All'approssimarsi del mese di maggio, consacrato dalla pietà dei fedeli a Maria Ss.ma, esulta il Nostro animo al pensiero del commovente spettacolo di fede e di amore che, fra poco, sarà offerto in ogni parte della terra in onore della Regina del cielo. È, infatti, il mese in cui, nei templi e fra le pareti domestiche, più fervido e più affettuoso dal cuore dei cristiani sale a Maria l'omaggio della loro preghiera e della loro venerazione. Ed è anche il mese nel quale più larghi e abbondanti dal suo trono affluiscono a noi i doni della divina misericordia." "Appunto perché il mese di maggio porta questo potente richiamo a più intensa e fiduciosa preghiera, e perché in esso le nostre suppliche trovano più facile accesso al cuore misericordioso della Vergine, fu cara consuetudine dei Nostri Predecessori scegliere questo mese consacrato a Maria, per invitare il popolo cristiano a pubbliche preghiere, ogniqualvolta lo richiedessero i bisogni della Chiesa o qualche minaccioso pericolo incombesse sul mondo. E Noi pure, Venerabili Fratelli, quest'anno sentiamo il bisogno di rivolgere un simile invito a tutto il mondo cattolico. Se consideriamo, infatti, le necessità presenti della Chiesa e le condizioni in cui versa la pace nel mondo, abbiamo seri motivi per credere che l'ora è particolarmente grave, e urge più che mai l'appello ad un coro di preghiere, da rivolgersi a tutto il popolo cristiano."

*Questo lo scrisse Paolo VI nel 1965, e adesso siamo ugualmente o maggiormente bisognosi dell’aiuto divino rispetto ad allora. Accogliamo l’invito che egli fece allora, come se ce lo facesse adesso, e intensifichiamo la nostra preghiera e devozione a Maria Santissima, nostra Madre.

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