RSS - Italiano

bartolo

“Come due amici, praticando frequentemente insieme, sogliono conformarsi anche nei costumi, così noi, conversando familiarmente con Gesù e la Vergine, nel meditare i Misteri del Rosario, e formando insieme una medesima vita con la Comunione, possiamo diventare, per quanto ne sia capace la nostra bassezza, simili ad essi, ed apprendere da questi sommi esemplari il vivere umile, povero, nascosto, paziente e perfetto” (Beato Bartolo Longo).

Bartolo Longo nacque il 10 febbraio 1841 a Latiano, in provincia di Brindisi (Italia). Nell’anno 1863 andò a Napoli per completare gli studi. Lì, per l’influsso di professori e di cattive amicizie, si mise nel mondo dello spiritismo e abbandonò completamente la fede cattolica in cui era stato educato. Malessere, attacchi del demonio e una profonda tristezza lo indussero a voler cercare aiuto. Lo trovò in un professore cattolico che gli disse delle parole che riuscirono a scuoterlo: “Morirai in manicomio e inoltre sarai condannato per tutta l’eternità!”. Successivamente si rivolse a un religioso domenicano, Padre Alberto Radente, e nel giorno del Sacro Cuore del 1865 si confessò e tornò alla Chiesa. Questo causò una grande gioia nella sua famiglia, che dal suo allontanamento dalla fede non aveva smesso di chiedere a Dio la grazia della sua conversione. Dopo il suo ritorno alla fede, era tormentato da un pensiero: come avrebbe potuto salvarsi con il passato che aveva vissuto? Sentiva una voce interiore che gli diceva: “Se diffondi il Rosario, ti salverai”. Comprese che la sua vocazione era diffondere la preghiera del Rosario e la devozione alla Vergine del Rosario. Nel corso della sua vita poté vedere costituite varie opere a favore di questa missione, che si sarebbe estesa nel mondo. Riuscì a costruire anche una grande Chiesa in onore della Vergine del Rosario. Non si limitò a questa missione, ma aiutò anche svariate opere di carità cristiana dirette soprattutto a orfani e poveri. Morì il 5 ottobre 1926 e fu beatificato da papa Giovanni Paolo II il 26 ottobre 1980.

 

Un ufficiale di Dotrina della fede e Garabandal

Mons.Manuel Pío López, Arcivescovo di Jalapa (Messico), scrisse una lettera –datata l’8 luglio 1966- attraverso la quale non solo permetteva la diffusione delle apparizioni di San Sebastián de Garabandal nella sua diocese, ma descriveva anche i motivi per cui lo faceva e esplicitava le fonti da cui aveva ottenuto le informazioni favorevoli riguardo agli avvenimenti.

Stavo passando un momento difficile

A Garabandal la Madonna sembra specializzata nelle guarigioni interiori. María José Fernández, da Sevilla, ci racconta ciò che visse durante la sua permanenza nel piccolo paesino della Cantabria.

(Articolo pubblicato originalmente su www.peliculagarabandal.com)

pmorelos

P. Gustavo Morelos

L’ARCIVESCOVO DI JALAPA E GARABANDAL

 


 

Padre Gustavo Morelos è un sacerdote messicano morto il 7 marzo del 2015, all’età di 87 anni. Ricevette la notizia di quanto stava succedendo a San Sebastián de Garabandal nel 1965, quando le apparizioni stavano volgendo al termine. Poté trascorrere circa tre mesi a Garabandal quello stesso anno, studiando i fenomeni, intervistando le bambine, i loro genitori e fratelli e numerosi testimoni. Visse la sorprendente guarigione di un nipote – a cui i medici non davano più speranze - che egli attribuì sempre alla Vergine di Garabandal. Da allora e fino alla sua morte lavorò per la diffusione dei messaggi di Garabandal.

Come figlio fedele della Chiesa qual era, prima di parlare di Garabandal in alcune diocesi chiese il permesso ai vescovi titolari. Grazie a ciò conserviamo una serie di documenti di grande interesse, che testimoniano l’accoglienza favorevole data dai vescovi messicani ai messaggi di Garabandal. Inoltre, ci forniscono dati importanti circa le referenze che essi avevano riguardo ai fatti, e che li inducevano ad aprire la loro diocesi al lavoro del P. Morelos.

Ce lo dimostra questa lettera – datata 8 luglio 1966 - nella quale Sua Eccellenza Mons. Manuel Pío López, Arcivescovo di Jalapa, approva e benedice la diffusione dei messaggi di Garabandal nella sua diocesi. E lo fa, in primo luogo, per il contenuto stesso dei messaggi, che considera “opportune, utili e salutari ammonizioni per ottenere la salvezza eterna”. E, in secondo luogo, per la testimonianza di Mons. Philippi, ufficiale della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Questo è il testo della lettera nella traduzione italiana, che è possibile verificare nell’originale scannerizzato.

R. P. Gustavo Morelos
PRESENTE

Stimato Padre:

Tenendo in considerazione le indicazioni della Santa Sede e dell’Eccellentissimo Ordinario di Santander (Spagna), così come quanto prescritto dal Codice di Diritto Canonico, approviamo e benediciamo la pubblicazione del Messaggio della Santissima Vergine a Garabandal nella nostra Arcidiocesi, sapendo che, alla luce della Divina Rivelazione, ci premono la necessità della preghiera e del sacrificio, del culto alla Sacra Eucaristia e alla Santissima Vergine Maria e l’obbedienza, l’amore e l’adesione filiale al Vicario di Cristo e alla Santa Chiesa.

Pertanto, non riscontriamo in questo messaggio, attribuito alla Santissima Vergine, nulla che possa risultare contrario alla fede e alle consuetudini, ma piuttosto opportune, utili e salutari ammonizioni per ottenere la salvezza eterna.

L’obbedienza a conformarsi prontamente e filialmente alle disposizioni della Chiesa, è stata la caratteristica delle persone che sono state privilegiate in queste apparizioni e, di conseguenza, è un segnale sicuro per tutti che Dio è presente.

La prudenza della Santa Chiesa in relazione a questo importante fatto si è manifestata nello studio attento e nella pastorale vigilanza e, in nessun modo, nella proibizione e nel rifiuto dello stesso.

Uno degli Ufficiali della Congregazione per la Dottrina della Fede, Mons. Philippi, dichiarò al Reverendo Padre Elias, superiore del Carmelo nella città di Puebla, che lo aveva consultato a Roma sulle apparizioni della Santissima Vergine a Garabandal, che il fatto che Padre Pio, riconosciuto per le sue virtù, scienza e adesione alla Santa Sede, approvi queste apparizioni, è una conferma della veridicità delle stesse.

Depositato a Jalapa de la Inmaculada, 8 luglio 1966.

Manuel Pío López, Arcivescovo di Jalapa

 

sainte vierge

“Questo globo che vedi rappresenta il mondo intero, in modo particolare la Francia e ogni singola anima. I raggi sono il simbolo delle grazie che Io spargo su coloro che le chiedono. Le perle che restano in ombra rappresentano le grazie delle persone che non chiedono” (Parole della Vergine a Sta. Caterina Labouré)

Santa Caterina nacque in Francia nell’anno 1806. Rimase orfana di madre a 9 anni, fatto che la spinse ad affidarsi in modo speciale alla Vergine, chiedendoLe che fosse sua Madre. Da giovane volle donare la sua vita al Signore come religiosa, ma suo padre oppose resistenza, dal momento che sarebbe rimasto solo ad occuparsi della casa. Sconsolata, chiese con insistenza al Signore che le concedesse ciò che tanto desiderava: essere religiosa. Una notte, vide in sogno un anziano sacerdote che le disse: «Un giorno mi aiuterai a curare i malati». A 24 anni fece visita a sua sorella, religiosa, e vide in una sala del convento il ritratto di San Vicenzo de’ Paoli, in cui riconobbe l’anziano sacerdote del sogno. Comprese che avrebbe dovuto donare la sua vita nella sua istituzione, le Figlie della Carità. Dopo molti tentativi, ottenne il permesso del padre e fu accettata nella comunità. Il 27 novembre 1830 stava pregando nella cappella del convento e le apparve la Vergine Maria avvolta in un grande splendore, dalle cui mani partivano dei raggi di luce che raggiungevano la terra. La Madonna le ordinò di fare un’immagine seguendo quanto vedeva nell’apparizione, e di far coniare una medaglia avente su un lato le iniziali della Vergine Maria ("M"), con sopra una croce e al di sotto i sacri Cuori di Gesù e Maria, e dall’altro lato l’immagine della Vergine e la frase "O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te". La medaglia fu coniata e, attraverso di essa, si compirono moltissimi miracoli, e chi la portò pregando l’invocazione ricevette grazie speciali, tanto che è comunemente nota come “Medaglia Miracolosa”. Dal 1830 fino al 1876, anno in cui morì, Caterina stette nel convento senza che nessuno sapesse che era a lei cui era apparsa la Vergine Maria. Otto mesi prima della sua morte Caterina raccontò alla sua nuova superiora tutte le apparizioni in maniera dettagliata e si seppe finalmente chi era la fortunata che aveva visto e ascoltato la Vergine. Papa Pio XII la proclamò santa nell’anno 1947.

 

Garabandal ci ha cambiato la vita

Jesús Saenz ci scrive da Guadalajara (Jalisco, Messico). Jesús e sua moglie erano già cattolici praticanti, ma conoscere Garabandal ha rappresentato un’autentica conversione che ha cambiato la loro vita.

Articolo pubblicato originalmente su www.peliculagarabandal.com

In ringraziamento alla Vergine di Garabandal

Mario Arturo Ojeda Morelos viene dal Messico ed è nipote del noto P. Gustavo Morelos, grande diffusore dei fatti di Garabandal nel suo Paese. Mario è convinto che, se ha potuto recuperare la salute dopo una gravissima peritonite, è stato grazie all’intercessione della Madonna del Carmelo di Garabandal, ed ora è molto intenzionato a far conoscere il film “Garabandal, solo Dio lo sa”. Così egli stesso racconta gli eventi.

Articolo pubblicato originalmente su www.peliculagarabandal.com

Il nome di Maria è santo, pieno di dolcezza, rallegra e ispira amore, dà fortezza, consola.

juanhervasIntervista a Juan Hérvas

PERCHÉ UN MEDICO CREDE A GARABANDAL?

 


 

Juan A. Hervás Palazón è dottore in Medicina, professore universitario e specialista in Pediatria. Ha svolto la sua vita professionale negli Stati Uniti (Albert Einstein College of Medicine e Harvard Medical School) e in Spagna (Comunità Valenciana e Maiorca), dove è stato capo del Servizio di Pediatria in due ospedali. Recentemente è andato in pensione.

Juan, perché un medico crede alle apparizioni di Garabandal?

Beh, per credere in qualcosa, lo si deve prima conoscere. Venticinque anni fa io ebbi la fortuna di sentir parlare delle apparizioni di Garabandal da un sacerdote e da un vescovo, entrambi di Maiorca: Padre Miguel Lliteras e il vescovo Mons. Damián Nicolau. Tutti e due erano convinti della verità delle apparizioni.

Passai una settimana a Garabandal con Padre Lliteras, a casa del fratello di Conchita, la veggente principale di queste apparizioni e, ascoltando quanto ci raccontava il fratello, leggendo tutti gli scritti su Garabandal e conoscendo altri testimoni oculari di quei fatti, io rimasi convinto che i fenomeni in questione non potevano avere una spiegazione naturale ed erano spiegabili solo dal punto di vista soprannaturale.

Che cosa avvenne lì realmente?
Riassumendo, ciò che accadde fu questo. Dal 1961 al 1965 quattro bambine (tra gli 11 e i 12 anni) ebbero più di 2000 apparizioni della Madonna, in un villaggio isolato di montagna nel nord della Spagna, nella parte cantabrica dei Picos de Europa. Ho letto con attenzione i referti medici, soprattutto del pediatra di Santander, il Dottor Celestino Ortiz, e dello psichiatra catalano, il Dottor Puncernau, e inoltre i referti di altri medici che valutarono le bambine. Tutti coincidono nel riconoscere che le bambine erano normali, non presentavano alcuna patologia psichiatrica o di altro tipo, e che quanto osservarono non aveva spiegazione naturale.

Le bambine entravano in estasi contemporaneamente, anche se si trovavano in posti diversi. Tutto iniziava con un iper-estensione brusca della testa, avevano anestesia oculare e della pelle (non si accorgevano della forte luce puntata contro i loro occhi, delle punture e delle bruciature alla pelle), acquisivano una rigidità e un aumento del peso corporeo inspiegabili (quattro persone insieme erano incapaci di muoverle), la legge di gravità smetteva di esistere e levitavano o assumevano posture o movimenti antigravitazionali assolutamente impossibili, facevano corse in estasi a velocità incredibili senza sudorazione o aumento della frequenza cardiaca, camminavano in avanti o all’indietro, in piedi o in ginocchio, salendo o scendendo dalla montagna (scendevano dalla montagna all’indietro, il che è umanamente impossibile), e i testimoni raccontano che sotto la pioggia intensa non erano bagnate per tutta la durata dell’estasi.
Inoltre, le bambine mostrarono altri fenomeni assolutamente inspiegabili, tra i quali risaltano: la conoscenza del pensiero e della vita delle persone, la capacità di riconoscere le persone (sacerdoti in borghese, coppie non sposate…) o oggetti già baciati dalla Vergine Maria, oltre a restituire ad ogni persona il proprio rosario o la fede matrimoniale baciati dalla Vergine, senza mai confondersi né guardare e senza la possibilità di conoscere preventivamente a chi appartenessero.

Perché allora non furono approvate dalla Chiesa?
Bisogna dire che le apparizioni di Garabandal non sono mai state condannate dalla Chiesa, e di fatto continuano ad essere aperte a ulteriori studi, sotto la dicitura “non consta la soprannaturalità”, espressione che significa “al momento attuale non lo sappiamo”. 
Molte altre apparizioni sono state in questa situazione fino al momento in cui vennero approvate. Il Vescovo di Santander, all’inizio dei fenomeni, nominò uno psichiatra, il Dottor Luis Morales, aiutato da un altro medico (il Dottor Piñal), in quello che potremmo chiamare un tentativo di costituire una commissione di studio. Nonostante ciò, sia il dottor Morales sia il Dottor Piñal non rispettarono le loro responsabilità. Si recarono al villaggio solo poche volte (meno di cinque) e sostennero che si trattava di un gioco di bambine, senza avvalersi dei rapporti dei medici che davvero le studiarono. Anni più tardi, precisamente nel 1983, il Dottor Morales diede una conferenza all’Ateneo di Santander nella quale ritrattò pubblicamente e disse che il suo referto era tutta una farsa.

Personalmente, mi ha sempre colpito il numero di santi e beati contemporanei che hanno creduto a Garabandal. Tutto è pienamente documentato: Padre Pio da Pietralcina, Madre Teresa di Calcutta, Madre Speranza, Madre Maravillas de Jesús, Giovanni Paolo II e altri di cui è attualmente in corso il processo di beatificazione, come Padre Nieto, Marta Robin, o Don Gobbi. È inoltre noto che San Josemaría Escrivá, fondatore dell’Opus Dei, si recò a Garabandal in tre occasioni nell’estate del 1962.

Tra questi, è ben noto che Papa Paolo VI si interessò molto a queste apparizioni, che conobbe grazie a Padre Laffineur, e chiamò Conchita affinché si recasse in Vaticano, dove arrivò con Padre Luna. Lì, le disse: “Conchita, io ti benedico e con me tutta la Chiesa”. Paolo VI, in un’udienza concessa al sacerdote gesuita Padre Escalada, disse delle apparizioni di Garabandal: “È la storia più bella dell’umanità dalla nascita di Cristo. È come se la Santissima Vergine fosse vissuta una seconda volta sulla terra, non ci sono parole per ringraziarLa.”. 
In diverse occasioni, sia Paolo VI sia Giovanni Paolo II, quando chiesero loro se si potevano diffondere queste apparizioni, dissero: «Fatele conoscere». La veracità di questa informazione è assolutamente verificata.

Nonostante ciò, benché l’appoggio dei papi a una presunta apparizione sia importante, l’approvazione della stessa passa necessariamente dal vescovo locale, e la decisione dell’ordinario è solita ricevere posteriormente il benestare della Congregazione per la Dottrina della Fede e, per ultima, la ratifica del Papa.

Il caso di Garabandal è, pertanto, in attesa di nuovi studi o avvenimenti e, a mio parere, continuerà così finché verrà confermata la parte profetica in relazione all’avvertimento e al miracolo futuri.

Che cosa ne fu di queste ragazze una volta cresciute?
Tutte si sposarono, tre di esse andarono a vivere negli USA, sposandosi con dei nordamericani, mentre una vive in Spagna. Bisogna precisare che le veggenti sono state tutte delle donne umili, pie, fedeli alla Chiesa e a ciò che il Vescovo di Santander ordinò loro. Le poche volte che hanno parlato, negli anni ’80, fu con il permesso del Vescovo di Santander, Mons. Del Val, e hanno sempre condotto una vita nascosta, dedite alla loro famiglia. Al giorno d’oggi tre sono ancora in vita.

Con quale intenzione la Madonna apparve a Garabandal?
A Garabandal la Vergine Maria si mostra come Madre nostra, preoccupata per noi, Suoi figli. “Parlami dei Miei figli” e “Dite ai Miei figli” sono parole frequenti nelle Sue conversazioni con le bambine. Risalta molto questa maternità di Maria anche nelle parole dell’Ave Maria, che nostra Madre insegnò alle bambine: “Santa Maria, Madre di Dio e Madre Nostra” e che tanto piace recitare nel Santo Rosario a coloro che amano queste Sue apparizioni. È altrettanto impressionante la relazione così umana della Vergine Maria con le bambine e sorprende (può addirittura scandalizzare qualcuno) che arrivi persino a giocare con loro, proprio come farebbe una madre sulla terra, e che si preoccupi per tutto ciò che riguarda loro o le persone che vivono o visitano il paese.
Queste apparizioni hanno un aspetto unico nella storia delle apparizioni mariane.

A prescindere da tutto questo, la Madonna viene a Garabandal per dare un messaggio per il mondo intero. Due sono i messaggi della Vergine Maria a Garabandal e sono i seguenti:

Il primo messaggio, del 18 ottobre 1961:

“È necessario fare molti sacrifici, molta penitenza, visitare spesso il Santissimo Sacramento, ma prima di tutto bisogna essere molto buoni. E se non lo faremo vi sarà per noi un castigo. Già la coppa si sta riempiendo e, se non cambiamo, il castigo sarà grandissimo”.

Il secondo messaggio, del 18 giugno 1965 (comunicato attraverso l’Arcangelo San Michele, poiché dirlo personalmente dava troppa pena alla Vergine):

“Siccome non si è compiuto, non si è fatto sufficientemente conoscere il Mio messaggio del 18 ottobre, voglio dirvi che questo è l'ultimo. Prima la coppa si stava colmando, ora trabocca. Cardinali, Vescovi e Sacerdoti camminano in molti sulla via della perdizione e trascinano con loro moltissime anime. All'Eucaristia si dà sempre meno importanza. Dovete con i vostri sforzi evitare la collera del buon Dio che pesa su di voi. Se Gli chiederete perdono con animo contrito, Egli vi perdonerà. Io, vostra Madre, per mediazione di S. Michele Arcangelo,voglio esortarvi alla conversione. Questi sono gli ultimi avvertimenti. Vi amo molto e non voglio la vostra condanna. Pregate sinceramente, e Noi vi esaudiremo. Dovete fare più sacrifici. Meditate sulla Passione di Gesù”.
Riassumendo, le apparizioni di Garabandal ci ricordano i seguenti aspetti della Dottrina della Chiesa: la Vergine Maria è nostra Madre (“Io sono vostra Madre”), credete in Dio e amateLo, siate buoni, pentitevi dei vostri peccati e fate penitenza. Visitate spesso il Santissimo, ossia dobbiamo mettere Gesù Eucaristia al centro della nostra vita e meditare la Passione di Gesù. 
In queste apparizioni, la Madonna disse anche qualcosa che a molti non fece piacere e che, effettivamente, all’epoca era difficile da capire. Disse: “Cardinali, Vescovi e Sacerdoti camminano in molti sulla via della perdizione e trascinano con loro moltissime anime”. Mi sembra parecchio improbabile che delle bambine di dodici anni di un luogo isolato della Spagna rurale degli anni ’60 potessero inventare qualcosa di simile, ma oggi, analizzando la situazione attuale della Chiesa, possiamo constatare che questa affermazione è stata veramente profetica.
Disse anche che il mondo riceverà un avvertimento dell’esistenza di Dio, e dopo di esso accadrà un miracolo a Garabandal nel quale tutti i malati saranno guariti e i peccatori si convertiranno e, se non cambieremo ancora, verrà un castigo.

Quali benefici ci derivano dal credere in queste apparizioni?
Per me, concretamente, l’effetto maggiore che ha avuto è stato aumentare il mio amore alla Madonna e, di conseguenza, avvicinarmi e amare di più Dio. Sapere di non essere orfano, la consapevolezza di avere una madre che mi vuole bene e si prende cura di me, mi ha dato una grande gioia e speranza. 
Un giovane sacerdote di 36 anni, Padre Luis Maria Andreu, vide la Vergine Maria uno dei primi giorni delle apparizioni e, quella stessa notte, scendendo in macchina dal paese, diceva: “Che fortuna avere una Madre così in Cielo. Questo è il giorno più felice della mia vita!”, e morì dicendo queste parole. Non aveva alcuna malattia nota, né mostrò alcun sintomo che potesse far pensare a un infarto. Anche io sono convinto che Padre Andreu morì di pura felicità.

 

 

s maravillas

“Ho preso la Vergine Santissima come Madre in modo speciale e Lei si è incaricata anche di prepararmi, proteggermi e difendermi. Quanto è buona questa dolcissima Madre!” (Santa Maravillas de Jesus)

Santa Maravillas de Jesus nacque a Madrid il 4 novembre 1891. Il desiderio di consacrarsi a Dio esisteva nel cuore di Maria delle Meraviglie di Gesù fin dall’infanzia. Entrò nel Carmelo dell’Escorial il 12 ottobre 1919, attratta dalla spiritualità di Santa Teresa di Gesù e di San Giovanni della Croce, nonché da un grande amore alla Vergine Maria.
Nel 1924 fondò un monastero di Carmelitane Scalze nel Cerro de los Angeles, vicino al monumento del Cuore di Gesù. Lì le carmelitane pregavano e si offrivano per la Chiesa e per la Spagna.
Durante la persecuzione religiosa in Spagna, Madre Maravillas mostrò grande spirito di fortezza, e in lei risplendevano  serenità e  grande fiducia nel Signore.
Il suo desiderio di vivere fedelmente la regola di Santa Teresa la portò a fondare altri dieci Carmeli, recuperando i luoghi tradizionali di Santa Teresa e di San Giovanni della Croce.
Fu Priora per molti anni, nei quali insegnò alle sue consorelle le virtù, soprattutto con la sua testimonianza.
Si distinse per la sua vita mistica, l’ardore apostolico e la bontà, unita alla fermezza.
Morì nel Carmelo di La Aldehuela l’11 dicembre 1974, dicendo: “Che gioia morire Carmelitana!”.
Venne beatificata il 10 maggio 1998 e canonizzata il 4 maggio 2003.

Bambine semplici e normali

Dopo aver studiato le piccole da diversi punti di vista, numerosi esperti hanno concordato nel concludere che le bambine erano “semplici e normali”. Questo è quanto affermò, ad esempio, il Dottor Jerónimo Domínguez dopo aver interrogato le bambine personalmente.

Guardando la Madonna, troviamo in Lei un modello che ci insegna come dobbiamo vivere se vogliamo stare con Lei per sempre, in Paradiso.

Sottocategorie

Vivi Garabandal
Mese di maggio

Il 19 aprile 1965 il Beato Paolo VI diede alla Chiesa una Lettera Enciclica dal titolo “MENSE MAIO” con la quale invitava a pregare la Vergine Maria nel mese di maggio.

"All'approssimarsi del mese di maggio, consacrato dalla pietà dei fedeli a Maria Ss.ma, esulta il Nostro animo al pensiero del commovente spettacolo di fede e di amore che, fra poco, sarà offerto in ogni parte della terra in onore della Regina del cielo. È, infatti, il mese in cui, nei templi e fra le pareti domestiche, più fervido e più affettuoso dal cuore dei cristiani sale a Maria l'omaggio della loro preghiera e della loro venerazione. Ed è anche il mese nel quale più larghi e abbondanti dal suo trono affluiscono a noi i doni della divina misericordia." "Appunto perché il mese di maggio porta questo potente richiamo a più intensa e fiduciosa preghiera, e perché in esso le nostre suppliche trovano più facile accesso al cuore misericordioso della Vergine, fu cara consuetudine dei Nostri Predecessori scegliere questo mese consacrato a Maria, per invitare il popolo cristiano a pubbliche preghiere, ogniqualvolta lo richiedessero i bisogni della Chiesa o qualche minaccioso pericolo incombesse sul mondo. E Noi pure, Venerabili Fratelli, quest'anno sentiamo il bisogno di rivolgere un simile invito a tutto il mondo cattolico. Se consideriamo, infatti, le necessità presenti della Chiesa e le condizioni in cui versa la pace nel mondo, abbiamo seri motivi per credere che l'ora è particolarmente grave, e urge più che mai l'appello ad un coro di preghiere, da rivolgersi a tutto il popolo cristiano."

*Questo lo scrisse Paolo VI nel 1965, e adesso siamo ugualmente o maggiormente bisognosi dell’aiuto divino rispetto ad allora. Accogliamo l’invito che egli fece allora, come se ce lo facesse adesso, e intensifichiamo la nostra preghiera e devozione a Maria Santissima, nostra Madre.

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.

Ok