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b carlos

"Mia buona Madre, Madre del Perpetuo Soccorso a cui mi sono affidato e consacrato alcuni anni fa, che così bene mi hai soccorso e così fedelmente mi hai custodito e guidato, Mia buona Madre, stringimi a Te. Io mi metto nelle Tue mani come un piccolo. Mi abbandono a Te come un bambino ai primi passi. Custodiscimi, custodisci il mio cuore! Fa che in questa notte, in questo giorno e sempre io e tutti coloro che Gesù vuole insieme a sé, possiamo condividere il Tuo amore senza fine, il Tuo sguardo, la Tua Adorazione di Nostro Signore."

Charles de Foucauld nacque il 15 settembre a Strasburgo (Francia). A sei anni rimase orfano e suo nonno si prese cura di lui e di sua sorella. Tra gli anni 1872-1875 studiò con i gesuiti a Nancy e Parigi. Nel 1876 entrò all’accademia militare. Fu inviato come ufficiale a Setif, Algeria, nel 1880, ma appena un anno più tardi fu congedato per cattiva condotta. Riuscì a imparare l’arabo e l’ebraico e nel 1883 intraprese una spedizione nel deserto del Marocco; successivamente esplorò l’Algeria e la Tunisia, rientrando a Parigi il 1886 per lavorare ad un libro sul Marocco.
In quello stesso anno ebbe una profonda conversione. riflettendo sull’Islam e sui suoi seguaci pensò che prendevano molto seriamente la loro religione, mentre egli aveva lasciato la sua fede per vivere sperperando il denaro e vivendo una vita dissoluta. Fu allora che iniziò a pregare: “Signore, se esisti, fa che io ti conosca”. Un amico gli consigliò di parlare con il Padre Huvelin e questi gli ordinò di confessarsi: obbedì e ne uscì come un uomo nuovo. Diceva: “Appena credetti che Dio esiste, compresi che non avrei potuto fare nient’altro se non vivere per Lui; la mia vocazione religiosa coincide con l’inizio della mia fede: Dio è così grande”. 
Da quel momento visse una vita molto semplice, dormendo per terra e pregando diverse ore al giorno. Entrò con i trappisti, ma uscì, perché il suo cuore e la sua chiamata erano in Africa, dove la gente non conosceva ancora Cristo. Si recò in Terra Santa e tornò in Francia per studiare per il sacerdozio. Fu ordinato il 9 giugno 1901 e alla fine di quell’anno andò a vivere a Oran Sur, vicino al Marocco, per stabilirvi un ordine dedito all’evangelizzazione del Marocco.
Nel 1902 iniziò a comprare degli schiavi per liberarli.
Nel 1904 si dedicò all’evangelizzazione dei Tuareg, stabilendosi nel deserto del Sahara, a Tamanrasset (Hoggar, Algeria).
Nel 1909 fondò l’Unione dei Fratelli e delle Sorelle del Sacro Cuore, per evangelizzare le colonie francesi in Africa. Morì per un colpo di pistola l’1 dicembre 1916. Fu beatificato il 13 novembre 2005.

Secondo la tradizione carmelitana, un gruppo di uomini pii eresse un tempio alla Vergine Maria sulla cima del Monte Carmelo, volendo imitare in qualche modo la vita del profeta Elia, che si distaccò dal mondo soprattutto per fedeltà a Dio.

Fino al Cielo

“Fino al Cielo” è il testo del pensiero di tutti i pellegrini che si incamminano per incontrare la loro Madre, Maestra e Modello.

Il silenzio santo deve accompagnare ogni conversazione con la Regina del Cieli e della terra: solo così ogni anima può ascoltare la dolce voce della Madre che l’attende in mezzo a un semplice paesino, piena di incanto e pace. I messaggi di Nostra Madre, il suo desiderio di trasformare con un suo bacio i nostri cuori di pietra, la fretta di raggiungere la “cima della montagna” – che è la nostra meta sperata, il Paradiso- , contemplare Suo Figlio nell’Eucaristia e ancorare in Lui i nostri desideri e la nostra volontà sono gli ingredienti perfetti affinché i figli, che tanto amano la loro Madre del Cielo, accolgano il Suo sguardo, le Sue grazie e il Suo amore materno.

 

 

s lucia

Nella seconda apparizione a Fatima la Vergine disse a suor Lucia: «E tu, soffri molto? Non scoraggiarti. Io non ti lascerò mai. Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e il cammino che ti condurrà verso Dio” (Parole della Vergine a Suor Lucia a Fatima durante la seconda apparizione , il 13 giugno 1917).

Lucia nacque il 22 marzo del 1907 a Aljustrel, una frazione rurale di Fatima. Quando vide per la prima volta la Vergine alla Cova da Iria aveva 10 anni. Entrò a far parte delle Sorelle Dorotee nel 1921, ma più tardi, nell’anno 1948, diventò carmelitana scalza per volere di Dio nel Carmelo di Santa Teresa di Coimbra. La Vergine aveva detto che Francesco e Jacinta sarebbero andati presto in cielo, mentre Lucia sarebbe dovuta rimanere sulla terra per diffondere i Suoi messaggi. E così fece fino alla sua morte che avvenne il 13 febbraio del 2005; è stata già avviata la sua causa di beatificazione. Ci ha lasciato molti scritti relativi alle apparizioni sotto forma di “memorie”. 
Tra gli scritti vi è questo prezioso passaggio che parla del Rosario: «La Santissima Vergine, in questi ultimi tempi, ha dato una nuova efficacia alla recita del Santo Rosario: non esiste infatti alcun problema, per quanto difficile possa sembrare, sia esso terreno o a maggior ragione spirituale, che riguardi la nostra vita personale, delle nostre famiglie(…) o le vicende dei popoli e nazioni(…) che non si possa risolvere con la recita del Santo Rosario.»

Torniamo a ricordare l’anniversario della prima apparizione dell’Angelo a Garabandal, apparizione che diede inizio a tutta una storia d’amore.

Di cos’ altro ho bisogno per poter credere?

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Tra i vari aneddoti riportiamo il seguente racconto fornito da Maximina González. Si tratta dell’anello del marito di Maria Luisa Salazar, di Bilbao.

s buenaventura

“I soldati non temono tanto un numeroso esercito di nemici quanto teme il potere dell’Inferno nell’ascoltare il nome di Maria”.

San Bonaventura nacque a Bagnoregio, vicino a Viterbo (Italia), nel 1221. Dopo aver preso l’abito nell’Ordine francescano, andò a studiare all’Università di Parigi. Dal 1248 al 1257 insegnò in quella stessa università Teologia e Sacra Scrittura. Nel 1257, insieme a San Tommaso d’Aquino, ricevette il titolo di dottore. Fu autore di diversi trattati, tra i quali va segnalato “La perfezione evangelica”. Nello stesso anno fu nominato Superiore Generale dei Frati Minori. Fu eletto in un tempo difficile per l’Ordine francescano, per la divisione tra coloro che predicavano un’austerità inflessibile e quanti chiedevano che la regola originale venisse mitigata. Riguardo a ciò scrisse una lettera ai Provinciali, esigendo la perfetta osservanza della regola e la riforma dei “rilassati”. Governò l’ordine francescano per 17 anni, e per questo motivo è anche conosciuto come il “secondo fondatore”. Nel 1266 Papa Gregorio X lo nominò Cardinale Vescovo di Albano, ordinandogli di accettare l’incarico per obbedienza. San Bonaventura si distinse per la semplicità, l’umiltà e la carità. Meritò il titolo di “Dottore Serafico” per le virtù angeliche. Fu canonizzato nel 1482 e dichiarato Dottore della Chiesa nel 1588.

A Garabandal, il Rosario era la preghiera più frequente durante le  estasi delle bambine. Fu la Vergine Maria che  insegnò loro a recitare bene il Rosario. Nel suo diario Conchita racconta: “Mentre La vedevamo, recitavamo il Rosario, Lei lo recitava con noi per insegnarci a pregarlo bene”. Conchita ricorda anche che quando la Vergine recitava il Padre Nostro o il Gloria “tutto il Suo essere era preghiera”.

La mia vita è cambiata

Una bella  testimonianza arrivata alla nostra pagina web dalla Costa Rica.
Marvin Vargas Jara ci racconta come i messaggi di Nostra Madre di Garabandal gli hanno cambiato la vita.

Un giorno speciale

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Come ben sperava Simón, il padre di Jacinta, il giorno della festa dell’Incarnazione non poteva mancare qualcosa di speciale nelle apparizioni di Garabandal. È proprio lui a raccontarci quello che accadde il 24 marzo 1962.

Sono stato a Garabandal

Mariano Sardina Posada è nato in Cantabria (Spagna), però risiede a Castellón dal 1968. È stato testimone delle apparizioni in due occasioni, nel 1961 e nel 1962. Questi sono i suoi ricordi, pubblicati originariamente sul sito “Garabandal, solo Dio lo sa”.

Visitavano le case

Durante le estasi le bambine entravano nelle case

Nel suo libro “Garabandal: messaggio di speranza”, il padre José Luis Saavedra ci parla delle visite che le bambine, in estasi, facevano alle case. Questo fatto così straordinario ci ricorda come anche il Signore e Nostra Madre visitino le nostre case e vogliono avere in esse un posto speciale. Dobbiamo aprire loro la porta e lasciarli entrare, affinché le nostre case possano diventare vere “Chiese domestiche” in cui regnino l’amore, la fede e la pace.

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Vivi Garabandal
Mese di maggio

Il 19 aprile 1965 il Beato Paolo VI diede alla Chiesa una Lettera Enciclica dal titolo “MENSE MAIO” con la quale invitava a pregare la Vergine Maria nel mese di maggio.

"All'approssimarsi del mese di maggio, consacrato dalla pietà dei fedeli a Maria Ss.ma, esulta il Nostro animo al pensiero del commovente spettacolo di fede e di amore che, fra poco, sarà offerto in ogni parte della terra in onore della Regina del cielo. È, infatti, il mese in cui, nei templi e fra le pareti domestiche, più fervido e più affettuoso dal cuore dei cristiani sale a Maria l'omaggio della loro preghiera e della loro venerazione. Ed è anche il mese nel quale più larghi e abbondanti dal suo trono affluiscono a noi i doni della divina misericordia." "Appunto perché il mese di maggio porta questo potente richiamo a più intensa e fiduciosa preghiera, e perché in esso le nostre suppliche trovano più facile accesso al cuore misericordioso della Vergine, fu cara consuetudine dei Nostri Predecessori scegliere questo mese consacrato a Maria, per invitare il popolo cristiano a pubbliche preghiere, ogniqualvolta lo richiedessero i bisogni della Chiesa o qualche minaccioso pericolo incombesse sul mondo. E Noi pure, Venerabili Fratelli, quest'anno sentiamo il bisogno di rivolgere un simile invito a tutto il mondo cattolico. Se consideriamo, infatti, le necessità presenti della Chiesa e le condizioni in cui versa la pace nel mondo, abbiamo seri motivi per credere che l'ora è particolarmente grave, e urge più che mai l'appello ad un coro di preghiere, da rivolgersi a tutto il popolo cristiano."

*Questo lo scrisse Paolo VI nel 1965, e adesso siamo ugualmente o maggiormente bisognosi dell’aiuto divino rispetto ad allora. Accogliamo l’invito che egli fece allora, come se ce lo facesse adesso, e intensifichiamo la nostra preghiera e devozione a Maria Santissima, nostra Madre.

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