RSS - Italiano

La croce del padre  Ramón M. Andreu - oggetti trovati

ramon

Il padre Ramón M. Andreu annotò questo fatto straordinario di cui fu testimone personalmente...

Qualcosa di Suo Figlio

polvera

Un giorno, tra i numerosi oggetti portati dalla gente affinché la Madonna li baciasse durante l’apparizione, apparve un portacipria. I presenti e le bambine stesse si stupirono vedendo che qualcuno aveva messo un oggetto profano da presentare alla Vergine...come era possibile che la Madonna baciasse un simile oggetto?

La medaglia di Josefa

medalla josefa

A raccontarci questo aneddoto è David Toribio, uno di quei ragazzi che, all’epoca delle apparizioni di San Sebastián di Garabandal, proteggevano le bambine dalla curiosità dei visitatori e dalla folla che si stringeva attorno a loro.

s juan bosco

“Amate, onorate, servite Maria. Procurate di farLa conoscere, amare e onorare dagli altri. Non solo non perirà un figlio che abbia onorato questa Madre, ma potrà anche aspirare a una grande corona in Cielo”.

San Giovanni Bosco nacque il 16 agosto 1815, a 25 km da Torino, nella frazione collinare “i Becchi”. Sua madre, Margherita, era una donna straordinaria che educò i suoi figli nella povertà e nella fortezza di spirito. Suo padre, Francesco, morì quando Giovanni aveva solo due anni a causa di una polmonite. 
A nove anni Giovanni Bosco ebbe il primo sogno che segnò il resto della sua vita, dal momento che in quell’occasione gli fu svelato il disegno che Dio aveva su di lui: lavorare con i giovani per condurli a Gesù e alla Madonna. Volle essere sacerdote e a questo fine le domeniche attirava la gente vicino a casa sua, in un terreno in cui erano cresciuti dei peri, per parlare loro di Dio .
Fece i suoi primi studi alla scuola pubblica, non molto distante da casa; poi frequentò il liceo a Chieri. Per pagare le lezioni dovette adattarsi a svolgere diversi lavori. Alla fine poté accedere agli studi per il sacerdozio. Fu ordinato il 5 giugno 1841 e celebrò la sua Prima Messa a Torino. 
Fin dall’inizio si occupò di raccogliere intorno a sé ragazzi di strada, creando quello che in seguito sarebbe stato conosciuto come l’Oratorio di San Francesco di Sales. Per impegnarsi in quest’opera fondò i Padri Salesiani, che si diffusero rapidamente in tutta Italia, in Francia e in Spagna. San Giovanni Bosco amava i giovani e cercava di educarli: dedicò instancabilmente tutta la sua vita a questa missione.
Morì il 31 gennaio 1888.

s catalina siena

“Vergine Santissima, non guardare la mia debolezza, ma dammi la grazia di avere come sposo Colui che io amo con tutta la mia anima, Tuo Figlio Santissimo Gesù Cristo, nostro unico Signore. A Lui e a Te prometto che non avrò mai altro sposo”.

Caterina nacque a Siena (Italia) il 25 marzo 1347. Era la penultima dei 25 figli di Jacopo Benincasa e Lapa Piacenti. Caterina imparò dal padre la carità verso i poveri e dalla madre l’amore per il lavoro e il coraggio di intraprendere lavori difficili. La biografia di Santa Caterina è molto estesa; risaltano però, tra le molte note biografiche, l’amore e la fiducia che fin da giovanissima riponeva nella Vergine Santissima. Durante la sua vita cercò sempre rifugio e aiuto nella Vergine. Fin da piccola saliva e scendeva le scale della sua casa recitando l’ Ave Maria. Si offrì al Signore con le parole che presentiamo in questo pensiero mariano, di fronte ad un quadro della Madonna. Quando venne respinta dalla famiglia per non voler contrarre matrimonio, scelse la Vergine Santissima come unica madre. Sotto lo sguardo della Vergine crebbe e visse in umiltà, obbedienza e carità. Con questi atteggiamenti riuscì a conquistare la sua famiglia che le concedette il permesso di far parte del Terz’Ordine Domenicano. Si dedicava con generosità ai poveri e agli ammalati. Il suo cuore apparteneva totalmente al Signore, suo unico sposo. Tra le molte esperienze mistiche che ebbe con la Vergine Santissima, risalta ciò che successe il giorno precedente la sua professione religiosa. All’improvviso si trovò di fronte la Madre di Dio, che teneva tra le mani un abito d’oro e con la sua voce tenera e soave la Vergine le disse: “Questo vestito, figlia mia, l’ho preso dal cuore di mio figlio. Era nascosto nella ferita del suo costato come in una cesta d’oro e te l’ho fatto con le mie proprie mani”. Con amore fervente e umiltà Caterina inclinò il capo e la Vergine le mise il vestito celestiale. Fu la Vergine che durante lo sposalizio mistico con Gesù mise la mano di Caterina in quella di suo figlio. Così trascorse la sua vita rivolgendo sempre più il suo amore verso Dio e la sua “dolce Madre” alla quale ricorreva non solo per sé, ma anche per gli altri. Si rivolgeva con fiducia alla Madre di Misericordia chiedendo la conversione dei peccatori incalliti: elevando gli occhi al cielo, ripeteva il nome di “Maria” finché non otteneva il favore. Era molto devota del Bambin Gesù. Una notte di Natale, mentre pregava, ebbe una visione: le apparve la Vergine Maria mentre adorava il bambino appena nato. Caterina la supplicò affinché le permettesse di prendere in braccio per un momento il Bambino. Con un sorriso la Vergine le consegnò il Bambino. Durante la sua vita soffrì molto per la Chiesa. Fu la Vergine a sostenerla durante le sue sofferenze. A soli 33 anni raggiunse la santità vivendo e soffrendo eroicamente. Fu canonizzata dal papa Pio II nel 1461 e proclamata Dottore della Chiesa da Papa Paolo VI nel 1970. Papa Giovanni Paolo II nel 1999 la dichiarò Compatrona d’Europa.

Sacerdote grazie a Garabandal

Questo giovane sacerdote non è mai stato a San Sebastián de Garabandal. Tuttavia, la lettura di un libro che gli ha permesso di conoscere nel dettaglio i fatti che lì sono accaduti, lo ha avviato a una relazione con Nostra Madre grazie alla quale ha scoperto e accettato la chiamata al sacerdozio.

Dicono i testimoni che, a volte, quando la Vergine stava per apparire alle bambine e durante le estasi, a Garabandal si poteva ascoltare il cinguettio euforico degli uccelli… che smetteva misteriosamente alla fine della manifestazione.

L’ “Inno di Garabandal” deve essere ascoltato così: con il cuore inondato da questa gioia che ci trasforma in uccelli canterini, perché Nostra Madre ci ha concesso di sperimentare la Sua presenza materna, spirituale, ma allo stesso tempo realissima e vicinissima.
E la Sua presenza rasserena, rallegra, conforta, risana, consola, benedice…

Questo Inno ci introduce alla presenza della Vergine Maria che, a Garabandal, si è rivelata come Madre, Nostra Madre e che ci offre il Suo cuore non solo come rifugio, ma come casa accogliente ; ci invita alla conversione, a mettere Gesù al centro delle nostre vite; ci insegna a meditare la Passione di Suo Figlio, ci mostra la strada per imparare ad essere buoni…

Nostra Madre ci vuole parlare: facciamo silenzio nel nostro cuore per poter ascoltare questa sintesi musicale del Suo messaggio a Garabandal.

Loading the player ...

Estribillo: AVE MARÍA, AVE MARÍA, AVE, AVE, AVE MARÍA (2x)

1.El Ángel de Dios
os vino a avisar;

la Madre de Dios

os quiere hablar.

Del Cielo a la tierra
María vendrá
y el pueblo visitará.

Estribillo

3. Yo soy vuestra Madre
y os quiero ayudar,

tened esperanza,

confiad en mi amor.

Muy cerca de Mí

os quiero guardar,

mi Corazón es vuestro hogar.

Estribillo

5.Ultrajado está
el Cuerpo de Dios.

Os deben importar

sus ansias de amor.

Venid a la fuente

de la santidad,

en la Eucaristía Él está.

Estribillo

7. Por todos mis hijos
he venido aquí,

bajo mi manto

estáis junto a Mí.
Os quiero mucho,


os deseo salvar,


al Cielo os quiero llevar.

Estribillo

9. Tú, como el cristal,
reflejas la luz,

tus brazos nos traen

al Niño Jesús.

¡Oh, Virgen del Carmen

de Garabandal,

no nos abandones jamás!

Estribillo

11. Acudo ante Ti
buscando perdón,

tus brazos de Madre

me llevan a Dios.

Contigo a mi lado

alcanzo al Amor.

¡Que viva en tu Corazón!

Estribillo

2.Oh, tierna Mamá
te vimos aquí,

en este lugar

quisiste vivir.

Te vimos jugar

y te vimos reír,

Tú nos enseñaste a rezar.


Estribillo

4. Os vengo a avisar
de parte de Dios,

debéis procurar

vuestra conversión.

Tenéis que ser buenos,

tenéis que rezar

y a Cristo Jesús adorar.


Estribillo

6. Venid a adorar
a Nuestro Señor.

También meditad

su horrible Pasión,

así evitaréis

la ira de Dios.

Sed buenos y haced oración.


Estribillo

8. Oh, Madre de amor,

tus hijos están


llegando hasta aquí


queriendo encontrar


al Hijo de Dios,


y Tú nos lo das,


María de Garabandal.

Estribillo

10.María, en tu honor
queremos cantar,

venimos a Ti

buscando tu paz.

Sonríes a aquel

que viene a rezar,

María de Garabandal.

Estribillo

12.Oh, Madre de Dios,
estamos aquí

en este lugar

amado por Ti.

Extiende tu amor

y maternidad,

María de Garabandal.

Estribillo

 

s teresa avila

“È davvero una cosa straordinaria quanto riesca gradito a nostro Signore qualunque servizio reso a Sua Madre”.

Santa Teresa nacque ad Ávila (Spagna) il 28 marzo 1515. È nota per la riforma dell’ordine carmelitano e per i suoi scritti sull’orazione (preghiera mentale). La sua devozione a Maria iniziò fin da piccola e aumentò con la perdita di sua madre, cosa che fece sì che chiedesse alla Madonna, siccome non aveva più una madre in terra, di essere Lei sua Madre.
L’ispirazione di riformare il Carmelo fu posteriore alla sua “conversione”. Da giovane sentiva una grande attrazione interiore verso le cose di Dio, ma era affascinata allo stesso tempo dalle vanità del mondo ed era esposta a molti pericoli. Per questo suo padre decise di metterla nel collegio delle monache agostiniane di Santa Maria de Gracia, all’età di 16 anni. Durante il periodo nel collegio Teresa sentì la chiamata alla vita religiosa, e nel 1535, malgrado l’opposizione di suo padre, entrò nel Carmelo dell’Incarnazione di Ávila. Poco tempo dopo ebbe una grave malattia, e suo padre la fece uscire dal convento. Guarì, anche se si trascinerà le conseguenze di questa malattia per tutta la vita. Durante il tempo del suo lento recupero imparò l’orazione di raccoglimento, grazie alla lettura di alcuni libri di mistica, come il “Terzo Abecedario” di Osuna. Teresa sentiva nel suo intimo, sempre più, la chiamata alla solitudine e al silenzio per cercare Dio nel suo intimo. È un periodo, al contempo, di lotta personale contro le sue debolezze e i suoi peccati. Nella Quaresima del 1554, pregando di fronte a un Cristo piagato, si sentì così commossa che pianse supplicandoLo di darle la forza per non offenderLo. Questa esperienza lasciò un’impronta indelebile nella sua anima. Tutto questo produsse in lei l’anelo a donarsi totalmente allo stato di perfezione, vivendo con rigore la sua vocazione, cosa che la condusse all’opera di riforma del Carmelo. Riferì le sue inquietudini al suo confessore, e, dopo un periodo di pratiche e di difficoltà, riuscì nel 1562 a fondare il Convento di San Giuseppe, ad Ávila nel quale si trasferì con altre carmelitane che decisero di unirsi alla sua opera. A partire da quel momento iniziò la sua intensa attività di fondatrice, e in quel periodo redasse pure la maggior parte delle sue opere scritte. In totale fondò 17 conventi. L’ultimo fu a Burgos. Di ritorno dalla fondazione di Burgos, la santa si recò ad Alba de Tormes (Salamanca), dove morì nella notte del 15 ottobre 1582.

Il Tenente Colonnello che era sacerdote

teniente

Don Gonzalo de Federico, medico militare, ci riferisce la conversazione che mantenne con il cappellano militare della base aerea di Getafe (Spagna), il Tenente Colonnello D. Isidoro, nella primavera del 1970. Don Isidoro spiegò a Don Gonzalo come le bambine di Garabandal poterono scoprire che fosse sacerdote, nonostante fosse arrivato all’estasi quando questa era già cominciata, vestito con la sua uniforme dell’Aviazione Spagnola.

 

Le locuzioni: una voce che parla senza parole

Che importanza hanno le locuzioni nelle apparizioni di Garabandal?

Garabandal salvò la mia vita sacerdotale

P. Richard Gilsdorf affermava che l’aver scoperto Garabandal aveva salvato la sua vita sacerdotale. Nella sua testimonianza – dalla quale estraiamo le idee fondamentali – ci racconta il bene spirituale che ricevette da Garabandal, dalla sua storia e dai suoi messaggi. P. Richard Gilsdorf morì il 4 maggio 2005.

 

La Solennità di “Santa Maria Madre di Dio” è la più antica conosciuta in Occidente. Il Catechismo della Chiesa Cattolica dice "Maria è veramente “Madre di Dio”, perché è la Madre del Figlio eterno di Dio fatto uomo, Dio lui stesso". (n.509)

Sottocategorie

Vivi Garabandal
Mese di maggio

Il 19 aprile 1965 il Beato Paolo VI diede alla Chiesa una Lettera Enciclica dal titolo “MENSE MAIO” con la quale invitava a pregare la Vergine Maria nel mese di maggio.

"All'approssimarsi del mese di maggio, consacrato dalla pietà dei fedeli a Maria Ss.ma, esulta il Nostro animo al pensiero del commovente spettacolo di fede e di amore che, fra poco, sarà offerto in ogni parte della terra in onore della Regina del cielo. È, infatti, il mese in cui, nei templi e fra le pareti domestiche, più fervido e più affettuoso dal cuore dei cristiani sale a Maria l'omaggio della loro preghiera e della loro venerazione. Ed è anche il mese nel quale più larghi e abbondanti dal suo trono affluiscono a noi i doni della divina misericordia." "Appunto perché il mese di maggio porta questo potente richiamo a più intensa e fiduciosa preghiera, e perché in esso le nostre suppliche trovano più facile accesso al cuore misericordioso della Vergine, fu cara consuetudine dei Nostri Predecessori scegliere questo mese consacrato a Maria, per invitare il popolo cristiano a pubbliche preghiere, ogniqualvolta lo richiedessero i bisogni della Chiesa o qualche minaccioso pericolo incombesse sul mondo. E Noi pure, Venerabili Fratelli, quest'anno sentiamo il bisogno di rivolgere un simile invito a tutto il mondo cattolico. Se consideriamo, infatti, le necessità presenti della Chiesa e le condizioni in cui versa la pace nel mondo, abbiamo seri motivi per credere che l'ora è particolarmente grave, e urge più che mai l'appello ad un coro di preghiere, da rivolgersi a tutto il popolo cristiano."

*Questo lo scrisse Paolo VI nel 1965, e adesso siamo ugualmente o maggiormente bisognosi dell’aiuto divino rispetto ad allora. Accogliamo l’invito che egli fece allora, come se ce lo facesse adesso, e intensifichiamo la nostra preghiera e devozione a Maria Santissima, nostra Madre.

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.

Ok