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  • Meditare sulla passione

    "Dovete fare più sacrifici. Meditate sulla Passione di Gesù" (dal 2º messaggio).
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Meditare nella Passione

Il secondo messaggio della Madonna a Garabandal, il 18 di Giugno 1965, finisce cosi: "Dovete fare più sacrifici. Meditate sulla Passione di Gesù". La Chiesa ci proporre la preghiera delle stazioni della Via Crucis per meditare nella Passione di Nostro Salvatore. Durante le stazione, si ricorre insieme a Gesù il cammino del calvario, meditando sulle sofferenze che aveva patito per salvarci.

XI Stazione - Gesù è inchiodato sulla Croce

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Te adoramos Cristo y te bendecimos, porque con tu Santa Cruz redimiste al mundo.
Dal Vangelo secondo Matteo. 27, 37-42

Al di sopra del suo capo, posero la motivazione scritta della sua condanna: “ Questi è Gesù, il re dei Giudei”. Insieme con lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra. E quelli che passavano di là lo insultavano scuotendo il capo e dicendo: “Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso! Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!”. Anche i sommi sacerdoti con gli scribi e gli anziani lo schernivano: “Ha salvato gli altri, non può salvare se stesso. È il re d’Israele, scenda ora dalla croce e gli crederemo”.

Meditazione

Gesù è inchiodato sulla croce. La sindone di Torino ci permette di avere un’idea dell’incredibile crudeltà di questa procedura. Gesù non beve la bevanda anestetizzante offertagli: coscientemente prende su di sé tutto il dolore della crocifissione. Tutto il suo corpo è martoriato; le parole del Salmo si sono avverate: “Ma io sono verme, non uomo, infamia degli uomini, rifiuto del mio popolo” (Sal 22, 7). “Come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato… Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori” (Is 53, 3s). Fermiamoci davanti a questa immagine di dolore, davanti al Figlio di Dio sofferente. Guardiamo a lui nei momenti della presunzione e del godimento, in modo da imparare a rispettare i limiti e a vedere la superficialità di tutti i beni puramente materiali. Guardiamo a lui nei momenti di calamità ed angustia, per riconoscere che proprio così siamo vicini a Dio. Cerchiamo di riconoscere il suo volto in coloro che tenderemmo a disprezzare. Dinanzi al Signore condannato, che non volle usare il suo potere per scendere dalla croce, ma piuttosto sopportò la sofferenza della croce fino alla fine, può affiorare un altro pensiero ancora. Ignazio di Antiochia, incatenato egli stesso per la sua fede nel Signore, elogiò i cristiani di Smirne per la loro fede incrollabile: dice che erano, per così dire, inchiodati con la carne e il sangue alla croce del Signore Gesù Cristo (1, 1). Lasciamoci inchiodare a lui, non cedendo a nessuna tentazione di staccarci e di cedere alle beffe che vorrebbero indurci a farlo.

Preghiera

Signore Gesù Cristo, ti sei fatto inchiodare sulla croce, accettando la terribile crudeltà di questo dolore, la distruzione del tuo corpo e della tua dignità. Ti sei fatto inchiodare, hai sofferto senza fughe e senza compromessi. Aiutaci a non fuggire di fronte a ciò che siamo chiamati ad adempiere. Aiutaci a farci legare strettamente a te. Aiutaci a smascherare quella falsa libertà che ci vuole allontanare da te. Aiutaci ad accettare la tua libertà “legata” e a trovare nello stretto legame con te la vera libertà.

Padre Nostro, Ave Maria, e Gloria

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