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Ci potrebbe aiutare durante questo Avvento, come preparazione al Natale, riflettere un po’ e ricordare che la Vergine ha voluto portare con sé Gesù Bambino in alcune delle Sue apparizioni.

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Ci potrebbe aiutare durante questo Avvento, come preparazione al Natale, riflettere un po’ e ricordare che la Vergine ha voluto portare con sé Gesù Bambino in alcune delle Sue apparizioni.
Che cosa ci ha voluto insegnare con questo? La Madonna non ci ha dato una risposta a voce (a parole), ma credo che possiamo trarre qualche applicazione per la nostra vita dal fatto in sé. Riflettere un po’ ci aiuterà affinché questo Natale non sia solo un Natale in più ma un Natale vissuto in modo più profondo, più reale, riscoprendo il suo vero significato. Ci ritroviamo in mezzo a tante distrazioni, a tante preoccupazioni che ci separano da ciò che dovrebbe essere la nostra vera preoccupazione: assicurarci che Dio sia ben ricevuto nella nostra casa.

Ella vuole portarci da Lui

Dio non è lontano da noi, anzi è molto vicino a noi. A Natale celebriamo il fatto che Dio si è fatto uomo per amore a noi, per salvarci.
Dato che a Garabandal la Madonna ha voluto che le bambine si avvicinassero a Gesù, era necessario che portasse anche il Bambino. Dicevano che, quando veniva con Lui, Ella era sempre ridente, contenta, felice. Quando Lo portava, parlavano di cose da bambine piccole, e in più di un’occasione hanno avuto Gesù Bambino in braccio. In una di queste occasioni, quando Loli aveva il Bambino in braccio, la si è sentita dire alla Vergine: “Se vuoi, adesso te ne puoi andare, che io te Lo curo molto bene”.
La Madonna vuole lasciare anche a noi il Bambino in questo Natale perché lo accogliamo nel nostro cuore.

Un patto di fiducia e semplicità

Quando già da qualche tempo la Madonna non veniva con il Bambino, si sentì Conchita dirLe: “Da quanto tempo non venivi con il Bimbo, e non è ingrassato affatto! ... È uguale a prima! ... Dove è stato? Quando non viene il Bimbo, dov’è? In Cielo o in qualche culla?”
La presenza materna di Maria e la presenza di Gesù Bambino inducevano le bambine a trattarLi con una semplicità e una fiducia che noi, pur essendo più grandi, dobbiamo cercare di imitare.
Il Natale, facendoci contemplare Dio fatto bambino per noi, ci dà l’opportunità non solo di ricordare il grande amore di Dio ma anche di diventare di nuovo bambini. Non nel senso di semplicioneria, ma nel senso di infanzia spirituale, cioè di fare per virtù ciò che un bambino fa per natura. Soprattutto confidare.

Vuoi dargli qualche regalo?

Ci racconta Conchita: “A noi, Siccome ci piaceva fare festa a Gesù Bambino, prendevamo dei sassolini. Io li mettevo nelle trecce, Loli nelle maniche, e Giacinta glieli dava, però Gesù non li prendeva ma sorrideva molto. Mari Cruz Gli diceva: ‘Io, se vuoi, ti do delle caramelle che mi hanno portato, e se vieni con me te le do’”.

E noi? Che cosa possiamo regalare a Gesù Bambino? Senza dubbio il miglior regalo è quello del nostro cuore, di un cuore pulito e puro. Per questo dobbiamo accedere al Sacramento della Confessione. Una buona confessione ci preparerà al Natale, ci preparerà a ricevere Gesù, il nostro Dio, come Egli lo merita

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